Sagra di Primavera, svolta “eco” con il CPF.

Sagra di Primavera

Svolta «ecologista» per la Sagra di Primavera, tradizionale appuntamento (in programma nel mese di maggio), organizzato dal CPF Torassese ora guidato da Ilaria Momo. Nella seduta del 14 marzo, infatti, l’amministrazione comunale guidata da Claudio Castello ha approvato le linee di indirizzo per il patto di collaborazione tra l’Eco Sagra e il progetto di riduzione dei rifiuti in plastica e indifferenziati.
A fine febbraio, il CPF aveva presentato il progetto «Da Sagra di primavera a Eco-sagra di primavera», volto a ridurre i rifiuti durante la sagra annuale di frazione Torassi «Sostituendo piatti, bicchieri e posate in plastica con stoviglie in materiale biodegradabile, e volto a incoraggiare comportamenti individuali virtuosi e sostenibili, attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione ai cittadini».

Il progetto “Eco Sagra”

Il CPF Torassese, Comitato Promotore Festeggiamenti, è una realtà attiva in frazione Torassi (e su tutto il territorio comunale) da oltre 25 anni.
Tra le finalità dell’associazione troviamo la promozione di eventi di carattere culturale ed aggregativo come la Sagra di Primavera, una tre giorni di festa che negli anni si è sviluppata cercando sempre di introdurre, nel solco della tradizione consolidata, elementi di innovazione ed originalità.
«Nel 2018 – spiega il direttivo nel progetto presentato in Comune – le maggiori energie e risorse sono state destinate allo studio della circolare Gabrielli: a tale scopo, primi su tutto il nostro territorio, abbiamo bandito vetro e lattine nella somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ritenendo elemento imprescindibile la massima sicurezza di utenti ed operatori. Nel 2019 abbiamo spostato la nostra attenzione sulla sostenibilità ambientale con l’intenzione di promuovere la diffusione di buone pratiche per la riduzione e la gestione dei rifiuti, per incoraggiare comportamenti individuali virtuosi e sostenibili.
Differenziare meglio e produrre meno (rifiuti) sono le parole d’ordine che devono diventare regole di vita civile.
Per diffondere questo messaggio i momenti di festa sono occasioni privilegiate perché coinvolgono un gran numero di cittadini sia nell’organizzazione sia nella partecipazione. Il progetto di “Eco-sagra di Primavera” raccoglie e rilancia la sfida alla riduzione della frazione indifferenziata promossa in via sperimentale sul territorio della frazione dall’Amministrazione Comunale attraverso la riduzione dei passaggi di raccolta dell’indifferenziata da settimanali a quindicinali”.

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In cosa consiste

“Il progetto “Eco-sagra di Primavera” consiste nell’impegno all’uso di posate e stoviglie riutilizzabili o, se monouso, esclusivamente prodotte con materiali biodegradabili e compostabili, e nella messa in campo di sei azioni organizzative e comportamentali finalizzate alla minor produzione di rifiuti ed alla maggior differenziazione possibile.
Ci prefissiamo di individuare tra gli organizzatori una o più persone di riferimento in grado di supervisionare le fasi della raccolta rifiuti e che possano dare indicazioni specifiche, in caso di dubbi, a chi opera nella preparazione, distribuzione, smaltimento dei cibi”.

Aumento dei costi

Sostituire la plastica con i materiali bio comporta una consistente dilatazione dei costi. E’ innegabile che il bio abbia prezzi decisamente maggiori, e la ristrettezza delle risorse a disposizione che caratterizza praticamente sempre l’organizzazione di sagre e feste patronali è di fatto un grave ostacolo.
Per la nostra manifestazione si passerebbe da un costo di circa 400 euro ad un costo di 1.485 euro, in linea con le valutazioni dello studio poc’anzi citato, prevedendo un costo pro capite di 1,05 euro. Con le cifre ipotizzate il “sovracosto” su un singolo coperto indotto dall’uso di materiale bio non supera i 70-75 centesimi pro capite. Che dobbiamo considerare un investimento ambientale a lungo termine».