La storia di Barbara Mistroni: salva per miracolo dopo un terribile incidente stradale nel 2010 contribuisce a restaurare un pilone votivo.

Restaurato il pilone della Beata Vergine Maria Addolorata

Un restauro ad un pilone grazie alla generosità e fede umana. Questo quanto è avvenuto al pilone votivo della strada degli Orbesi a Foglizzo, dedicato alla Beata Vergine Maria Addolorata, recentemente restaurato e benedetto da don Cuffia, che racchiude una storia di secoli e di miracoli. A contribuire al restauro è stata una ragazza scampata prodigiosamente alla morte.

L’incidente

«Proprio davanti a questo pilone ho avuto un terribile incidente ma sono viva, per miracolo – spiega Barbara Mistroni, che vive a San Giusto – E’ successo il 22 luglio 2010. Stavo viaggiando per andare a Chivasso quando, dopo essermi scontrata contro un cammion, sono stata capottata in un prato. Tutti mi davano per morta. Sono stati attimi drammatici. Dopo che alcuni ragazzi hanno dato l’allarme, sono arrivati i soccorsi che mi hanno portata all’ospedale di Chivasso». In ospedale, a Barbara è stata diagnosticata qualche frattura guaribile in breve tempo ed è stata dimessa. Ma, una volta tornata a casa, le cose non sono andate così bene e la ragazza è ritornata all’ospedale per fare altri accertamenti. A questo punto, la diagnosi è stata sconvolgente. «Mi è stata diagnosticata una lesione al midollo spinale- ricorda Barbara- Il che vuol dire l’interruzione delle vie nervose che porta alla perdita di sensibilità motoria e cioè non si riesce più a camminare».

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Un’operazione lunga e complicata

Barbara viene operata per dieci ore a Torino ed ha diverse complicazioni infettive fra le quali la meningite. Segue un lungo periodo di riabilitazione ed infine il ritorno a casa. «Ho ripreso la vita normale – continua – Ho ricominciato a lavorare come assistente alla poltrona e ho formato una famiglia insieme a mio marito Domenico e le mie due figlie». Tuttavia, qualche problema si ripresenta nell’agosto del 2018. «Le gambe non mi rispondevano più – ricorda – All’ospedale San Giovanni Bosco hanno detto che le viti della protesi si erano rotte. Sono stata operata, tolta la protesi ora sto bene».

Salva per miracolo

Quindi, i medici hanno fatto la loro parte in questa storia, ma non solo loro. «Tutti i medici, quando leggono la mia cartella clinica, credono di ritrovarsi davanti ad una donna sulla sedia a rotelle, si sorprendono di vedermi camminare e mi dicono: “Come hai fatto, hai acceso un cero alla Madonna?”. Ed infatti sono convinta che in questa storia la Madonna del Pilone ha fatto la sua parte. Ogni anno, il 22 luglio, torno da lei a portarle un fiore. Quest’anno, ho fatto ancor di più. Anna Fenoglietto, una foglizzese che compie tante opere di bene, ha restaurato il pilone ed anch’io ho contribuito al restauro per ringraziare la Vergine che per la seconda volta mi ha dato la vita».