Progetto Tav. Anche a Venaria si accende tra polemica tra chi è favorevole e chi invece è contrario.

Tav, la polemica

“Sempre più tagli a Scuole e Sanità e pensiamo alla Tav?”. Questa la scritta su un manifesto comparso lungo via Amati a pochi giorni dal corteo No TAV dell’8 dicembre dove parteciperà anche il primo cittadino Roberto Falcone con tanto di fascia tricolore e il gonfalone della Città, caldamente contestato dalla capogruppo del PD Rossana Schillaci“Se il sindaco vuole andarci lo faccia pure, ma senza fascia e senza Gonfalone – spiega la consigliera di minoranza – altrimenti il Presidente del Consiglio comunale dovrà giustificare il perché. Non siamo contrari se vada o no alla manifestazione se ci va come semplice cittadino. Si ricordi che lui è il sindaco di tutti No Tav e Sì Tav, perché quando utilizzi la fascia tricolore rappresenti tutti i cittadini, non solo quelli che sono d’accordo con te. Inoltre per portare il gonfalone dovrà essere accompagnato da due vigili urbani e dovrà spiegare perché i cittadini venariesi pagheranno loro una giornata di lavoro per questa manifestazione”.

La risposta del sindaco

Netta la risposta del sindaco che affida ai social la sua risposta “Evidentemente non si è resa conto che la risposta che cercava era già contenuto nell’articolo allegato due centimetri e mezzo sotto la sua domanda, altrimenti non si spiega la polemica. Nell’articolo, infatti, si stabilisce che il Gonfalone può essere portato alle manifestazioni non incluse in un preciso elenco salvo autorizzazioni del sindaco o nelle manifestazioni in cui l’amministrazione comunale partecipa. Sulla fascia non c’è nemmeno da discutere, ci manca solo che le amministrazioni non siano presenti ufficialmente. Che poi è la differenza tra piazza No Tav e Sì Tav: una è lì da trent’anni, ha fatto la storia e ha attecchito. L’altra, con tutto il rispetto, è lì da due settimane. Faccio infine presente alla capogruppo e al Pd di questa città che Venaria Reale pone seri dubbi sul senso e sull’utilità dell’opera da almeno tre amministrazioni, due delle quali non era certo colorate Cinque stelle”.