Tre dei professori più stimati di Chivasso a settembre non sono tornati in classe: Dario Lavesero, Federico Iannaccone e Fabrizio Spegis sono infatti andati in pensione mettendo il punto ad una carriera al servizio dei giovani.

Tre professori di Chivasso in pensione

Tre dei professori più stimati di Chivasso a settembre non sono tornati in classe: Dario Lavesero, Federico Iannaccone e Fabrizio Spegis sono infatti andati in pensione mettendo il punto ad una carriera al servizio dei giovani.

Dario Lavesero

«Molti dei miei alunni ora sono nonni – racconta ridendo Dario Lavesero – avevo solo vent’anni quando, nel 1979, ho iniziato a insegnare musica alla scuola media De Ferrari di Chivasso per poi arrivare alla Demetrio Cosola dove ho trascorso la maggior parte della carriera».
«Ero fatto per questo lavoro e l’ho scoperto occupandomi del coro della parrocchia poi diventato Schola Cantorum: insegnare musica ad oltre 130 bambini per volta e vederci tutti impegnati a preparare i concerti di Natale o quelli dell’incoronazione di Carnevale era una grande soddisfazione: la mia strada non poteva che proseguire in quella direzione».
Consapevole di aver portato la musica tra i banchi di scuola, Lavesero parla di un sistema scolastico in cambiamento dove la burocrazia rischia di soffocare l’immediatezza e la spontaneità del rapporto alunno-insegnante: «Nonostante tutto credo nella scuola e anche se distante dalla Cosola il mio lavoro coi giovani continua vedendoci alle prese con il Pianoforte Gigante, un progetto che mi terrà impegnato ora che ho più tempo libero e con il quale vorrei creare dei posti di lavoro per i miei ragazzi».

Federico Iannaccone

Abbandona i corridoi della Cosola anche il Professor Iannaccone che, dopo aver iniziato nel 1979 la sua prima supplenza, a soli 19 anni, non ha più abbandonato il mondo della scuola: «Il connubio tra la mia passione per lo sport e la vicinanza anagrafica con i miei studenti ha fatto sì che mi affezionassi ai giovani e alla possibilità di dar loro un aiuto nella crescita, seppur con una piega diversa dalle lezioni tradizionali data la mia docenza in educazione fisica: so già che mi mancherà tutto dell’ambiente scolastico, dai ragazzi all’organizzazione del lavoro fino addirittura alle riunioni», ha spiegato.
«Sono stato fortunato – continua – perché ho amato il mio lavoro, una professione non per tutti, e con molti dei miei studenti di ogni età sono ancora in buoni rapporti, segno del fatto che ho lasciato in loro qualche ricordo positivo. A pensarci ora fa abbastanza impressione pensare di aver insegnato i palleggi di pallavolo a circa dieci mila studenti». Iannaccone domenica ha concluso il percorso di insegnamento con un Premio alla Carriera consegnato dalla Federazione Regionale di Pallavolo.

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Fabrizio Spegis

A sentire la mancanza del professor Fabrizio Spegis saranno invece gli studenti del Liceo Linguistico: «Sono arrivato all’Europa Unita dopo cinque anni di docenza all’Itis e sono probabilmente stato uno dei primi a insegnare storia in francese, insieme ai più classici insegnamenti di italiano e latino. Non posso dire di aver sempre sognato di fare l’insegnante, all’epoca ero partito come archeologo e partecipavo a diverse campagne di scavi ma presto ho sentito la necessità di trovare un lavoro fisso. Così ho dato il via alla carriera da insegnante nel lontano 1971 nella scuola media di Verolengo, da cui provengo, per spostarmi poi a Caluso e arrivare infine a Chivasso nel 1980». Spegis trascorrerà gran parte del suo tempo libero dedicandosi alla famiglia e agli studi storici che da sempre lo appassionano e che lo hanno portato alla presidenza della Società Storica Chivassese: «E’ presto per dire cosa mi mancherà di una carriera lunga una vita. Oltre ai ragazzi mi mancherà la possibilità di formarli e dar loro un aiuto nella crescita, la più grande fonte di soddisfazione di questi lunghi 43 anni».

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