Accusato di maltrattamenti in famiglia dell’ex: tutto falso. Si chiude dopo due anni il calvario di un uomo di 43 anni di Verolengo.

Accusato di maltrattamenti in famiglia

Un calvario lungo ben 2 anni, tra udienze preliminari e processo ordinario, e un’accusa pesantissima di maltrattamenti in famiglia. Reato, inoltre, aggravato per essere stato commesso alla presenza di una minore.

Assolto

Ma nella giornata di lunedì 8 luglio, il giudice Antonio Borretta del Tribunale di Ivrea ha emesso nei confronti di un 43enne di Verolengo originario di Foglizzo una sentenza che ha fatto tirare un sospiro di sollievo all’imputato: assolto perché il fatto non sussiste. La decisione del giudice sposa la tesi non solo dell’avvocato difensore Lorenzo Bianco, ma anche in parte quella del Pubblico Ministero: per il reato di maltrattamenti è fondamentale la continuità temporale. Per la Pubblica Accusa, questo aspetto non si può provare oltre ogni ragionevole dubbio. La vicenda assomiglia, in apparenza, a tante storie simili che arrivano quasi ogni giorno sui banchi dei giudici del Palazzo di Giustizia eporediese.

Il caso

Una relazione destinata a chiudersi ma che viene troncata nel peggiore dei modi: maltrattamenti e violenza nei confronti della compagna finché la donna non trova la forza di denunciare le angherie subite. Sul banco dei testimoni si era seduta anche la parte offesa, la moglie 42enne dell’imputato.
Tra le accuse della donna le continue ingiurie, un atteggiamento costantemente arrogante e continui dispetti commessi nei suoi confronti, come la sottrazione di effetti personali. L’uomo avrebbe anche costretto la moglie a tenere in casa un cane di razza pitbull. Una storia completamente ribaltata poi dalla fase istruttoria del processo, che si è concluso con un’assoluzione piena.

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Tutto confermato dalla figlia

La versione dell’imputato è stata anche confermata dalla figlia minorenne della coppia, ascoltata dal giudice Antonio Borretta. Tra i capi di imputazione, è caduta anche un’accusa di presunte lesioni per un referto di 7 giorni per una cervicalgia post traumatica accusata dalla donna.
Secondo l’avvocato difensore, infatti, manca un fondamento documentale che permetta di colpevolizzare il marito.

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