Il territorio trema: allarme lupi in Collina. Nei giorni scorsi l’ennesimo attacco alle greggi di pecore: «Siamo stanchi e spaventati».

Il territorio trema: allarme lupi in Collina

L’esito del sopralluogo veterinario non lascia ombra di dubbio. Quella pecora trovata cadavere in un campo dell’alta collina di San Raffaele è certamente stata aggredita e uccisa da un lupo.
E’ successo all’inizio della settimana tra la boscaglia collinare e, in particolare, all’interno della proprietà privata del sanraffaelese Giancarlo Capello. E’ stato lui, durante un giro nella sua proprietà, a rendersi conto della carcassa e del fatto che all’appello mancavano altri esemplari del suo gregge.

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Il racconto

«E’ assurdo – si sfoga Capello -. La fauna selvatica in collina sta creando seri danni a tutti quanti noi». E Capello lo sa bene perché la scorsa estate è stato attaccato da un cinghiale. Uno di quelli che hanno devastato il suo campo di granturco a pochi metri dalla piana di San Raffaele. «Non bastavano i cinghiali – continua -, adesso dobbiamo vedercela con i lupi, la situazione è particolarmente grave ed è necessario intervenire il prima possibile».
Le ferite ritrovate sul capo morto non lasciano spazio ad altre ipotesi. Il morso alla gola, apertura dell’addome con consumo degli organi addominali e delle mammelle è, secondo gli esperti, conseguenza di un attacco predatorio da lupi.
La pecora uccisa potrebbe non essere l’unica vittima del blitz dei lupi all’interno della sua proprietà. «E’ possibile che quelle che mancano all’appello siano scappate spaventate e che i lupi siano riuscite a ucciderle, ma all’esterno della mia proprietà», in un’area che era franata in passato e che conduce nella valle di boscaglia. Due gli esemplari adulti che mancano nel gregge, oltre a tre agnellini nati da poco.
«Al di là del danno – sottolinea Capello – bisogna riflettere sul fatto che questi episodi si stanno moltiplicando sulla collina. Non sono poche le segnalazioni nel chivassese, evidentemente i branchi si stanno spostando anche sul nostro territorio. Io, come tanti altri, non possiamo non essere spaventati da questi fenomeni. Speriamo che le Amministrazioni e che Città Metropolitana e Regione prendano i dovuti provvedimenti per risolvere questa situazione che sta assumendo contorni preoccupanti. Non possiamo rimetterci in capi di bestiame e in sicurezza di noi abitanti. Che cosa potrebbe mai accadere se questi animali si avvicinassero ancora, e sempre di più, alle nostre case?».

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