Altre capre sbranate nella notte… sono lupi? E’ questa la domanda che ora sorge spontanea nella collina chivassese.

Altre capre sbranate nella notte

E’ salito a tredici il numero di ovini massacrati a Casalborgone. Solo la scorsa settimana due capre e un capretto sono stati ritrovati sventrati dai propri padroni. In quella che ormai sembra essere una «psicosi da lupo», più passa il tempo e meno si capisce quale possa essere l’animale capace di ammazzarne tanti altri senza mai essere visto da nessuno.

Tutti i cani randagi saranno catturati

Chi prova a vederci chiaro ed evitare allarmismi è il sindaco di Casalborgone Francesco Cavallero: «Qualcuno ha ipotizzato la presenza del lupo nel nostro territorio, ma in due mesi ancora nessuno sembra averlo visto. Oltre all’Amministrazione comunale con sopralluoghi notturni in collaborazione con l’AIB, sul nostro territorio sono attive le guardie della Città Metropolitana e la facoltà di veterinaria dell’Università di Torino. Secondo tutti, per il tipo di attacchi e per il modo in cui vengono rinvenute le carcasse, sembra essere più un attacco operato da cani che da lupi. Noi continueremo a monitorare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Ogni cane vagante verrà immediatamente mandato al canile».

Un problema che va avanti da mesi

Tra mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre siano stati sventrati una capretta in strada San Pietro a Casalborgone e due caprette in frazione Piazzo. Leone Ariemme del servizio Tutela della Fauna della Città Metropolitana di Torino:

«Nei giorni scorsi abbiamo concordato un piano con i sindaci dei comuni limitrofi in modo che tutti facciano la propria parte, fosse anche solo di dare notizia di eventuali avvistamenti. Lo stesso vale con la provincia di Asti che si muoverà nella medesima direzione. Lupi dalle nostre parti non se ne vedono da tempo. Quand’anche ci fosse sarebbe meno dannoso dei cani randagi, sia nei confronti dell’uomo che di altri animali. Il lupo corre un pericolo se si avvicina all’uomo e lo sa, se può non si avvicina alle case. Un lupo non si accanisce contro una recinzione, come invece è avvenuto a Casalborgone, piuttosto va contro un capriolo o un cinghiale.  Davvero, non siamo preoccupati per il ritorno del lupo».

Un animale?

Si tratta di una semplice coincidenza, del fatto che magari la sera del mercoledì qualcuno esce di casa e i cani scappano o, peggio ancora, in tutte questi massacri c’è la mano dell’uomo?

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