Restano numerose le segnalazioni sulla puzza in città, i residenti chiedono un intervento di verifica sulle possibili cause degli odori molesti che si registrano a San Mauro.

Troppa puzza in città

Ancora puzza sul territorio, ancora cattivi odori che si alzano in diverse aree della città. Tante le segnalazioni dei cittadini che, nei giorni scorsi, hanno nuovamente evidenziato il problema. A lamentare la presenza di un odore forte e nauseabondo sono stati quindi i residenti di via Papa Giovanni XXIII, via Italia e via Settimo, a San Mauro.

Un caso che “ritorna”

Un’area già colpita, nei mesi scorsi, da un’ondata di puzza, segnalata alla Polizia municipale e all’Arpa. In quella circostanza, i tecnici dell’agenzia regionale fecero un sopralluogo per individuare l’origine di quell’odore. Poi più nulla: nelle settimane successive la situazione sembrava essere tornata alla normalità, lasciando la speranza che si trattasse di un caso isolato. Invece, nuove segnalazioni.
Nei giorni a seguire, infatti, anche i cittadini di Sambuy hanno nuovamente lamentato la problematica. Erano proprio loro, durante l’estate, a puntare il dito contro un’azienda del quartiere, impegnata nella raccolta degli sfalci per conto di Seta. Una realtà che, tuttavia, viene sottoposta periodicamente a rigidi controlli da parte di Arpa, come avevano spiegato proprio i titolari, intervistati da La Nuova Periferia. Difficile quindi che il cattivo odore provenga da quello stabilimento, sito lungo il canale.

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Alla diga, sospetti sui tombini

«Ci sono tombini inghiottiti dalla vegetazione e scarichi nel fiume». E’ la denuncia di alcuni residenti di via Settimo, a seguito dell’ultima ondata di puzza. I cittadini infatti hanno indicato dei “pozzetti” lungo la pista ciclabile che costeggia la diga, in direzione parco della Mezzaluna. «Quando si sente la puzza, nei pressi di questi tombini l’aria è davvero irrespirabile – raccontano -. Eppure nessuno ha mai fatto delle verifiche: aprirli è impegnativo perché la vegetazione e i canneti li hanno ormai coperti completamente. Chiediamo che le istituzioni si facciano carico di questa problematica e che Arpa venga a fare dei prelievi aprendo questi pozzetti», è la loro richiesta.

 

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