«Atti persecutori» contro una ragazza e la sua famiglia: condannato a 22 mesi. Kevin Acotto Tumelero dovrà anche risarcirli con 18 mila euro.

Atti persecutori contro una ragazza e la sua famiglia

Un anno e dieci mesi più il risarcimento di 18 mila euro alle parti civili. Così Kevin Accotto Tumelero (nella foto), classe ‘97 e residente a Mazzè, giovedì 14 novembre è stato condannato dal collegio del Tribunale di Ivrea per stalking ed accensioni pericolose dopo aver istallato del materiale esplosivo il 29 dicembre scorso sul muretto di casa di una sua coetanea di cui si diceva innamorato. La ragazza, anch’essa originaria di Mazzè, faceva parte dello stesso gruppo di amici di Kevin: incredibilmente, il ragazzo ha iniziato a tormentare la coetanea via messanger nell’agosto del 2018 e, non soddisfatto, anche il padre di lei. Dopo l’episodio di dicembre, il 22 gennaio scorso la ragazza ha dichiarato di essere stata inseguita in macchina. I messaggi intimidatori sono poi ripresi a marzo quando la ragazza ed il padre decidono di denunciare Tumelero ai carabinieri.

Le indagini

L’interrogatorio a Kevin è avvenuto a maggio e da allora ha atteso il processo agli arresti domiciliari. La Pm Chiara Molinari ha ricostruito la condotta persecutoria del ragazzo, parlando di una vera e propria ossessione per la sua coetanea cominciata nell’agosto del 2018: inizialmente l’ha cercata con dei messaggi per sfogare la passione verso di lei, non corrisposta. Successivamente chiede il contatto del padre sul quale riversa tutta la rabbia dovuta alla frustrazione di un rifiuto mai rielaborato.
Da qui l’escalation: ad ottobre padre e figlia, durante la notte di Halloween sentono suonare il campanello. Aprono ma alla porta non c’è nessuno. Successivamente, avviene l’esplosione nel 29 dicembre recando danni materiali all’abitazione delle vittime: si parla di una caldaia, una finestra anti-sfondamento ed uno specchio di sicurezza posto nei pressi della casa, rotti. La Pm ha chiesto una condanna di due anni di reclusione e diecimila euro di multa per detenzione di sostanze esplosive illegali, una vera e propria bomba carta.
L’avvocato difensore, Francesca Marino del foro di Ivrea, sostiene che il suo assistito non avesse le abilità tecniche per produrre un ordigno artigianale e si trattava di un petardo di Capodanno. L’avvocato difensore ha chiesto poi la modifica dell’accusa da stalking in molestie e danneggiamenti.

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La scelta

I giudici hanno confermato gli atti persecutori e accensioni pericolose assolvendo l’imputato dal reato della fabbricazione di una bomba carta. Rifiutata la perizia psichiatrica richiesta dagli avvocati.

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