Baby gang violente a Settimo. Adesso è vero allarme in città.

Baby gang

Le baby gang terrorizzano i giovani in città. C’è una vera e propria ondata di violenza che ha attraversato la città negli ultimi dieci giorni circa. Aggressioni e pestaggi che si sono verificati in almeno due casi. Apparentemente senza motivo, o comunque, per motivi assolutamente futili e incomprensibili.

I due casi

Ne sanno qualcosa infatti le due vittime che domenica e martedì scorso hanno subito l’aggressione di due, e distinti. Uno accaduto in via Ariosto, di sera, l’altro in pieno centro, in vicolo Nicolò Machiavelli e a metà pomeriggio del giorno dello scorso 1° maggio.

La prima aggressione

Il primo aggredito è un ragazzo di Lauriano di 16 anni. Era a Settimo per festeggiare un compleanno insieme ad alcuni amici riuniti attorno a un tavolo del BeFed. All’improvviso un gruppo di giovani è entrato, si è avvicinato alla tavolata festante e ha chiesto al diretto interessato di uscire per pochi istanti, il tempo di chiarire una questione rimasta in sospeso nel pomeriggio precedente.
Ma la violenza cieca ha sovrastato le parole e il giovane «in trasferta» in città si è visto colpire, all’improvviso e senza un motivo serio, al volto. Riportato una ferita al naso e non solo. Perché con la caduta a terra, sull’acciottolato del cortile che avvolge il BeFed e l’Ecomuseo del Freidano, ha riportato anche una ferita alla testa.

I soccorsi

I soccorsi sono stati immediati, coadiuvati anche dal personale del locale che ha spalancato i cancelli di via Ariosto per permettere l’accesso dei mezzi di soccorso.

La seconda violenta aggressione in via Italia

Verrebbe da domandarsi se non ci si trovi di fronte ad una recrudescenza del famoso «Knockout game», il «gioco» reso tristemente celebre dalle cronache nazionali e internazionali negli ultimi anni e che ha come scopo colpire a pugni passanti, vittime scelte a caso, senza motivo.
E’ proprio la vittima della seconda violenta aggressione a raccontare come sono andate le cose. Si tratta di Alessio Patrono, operaio settimese di vent’anni, che dopo essere stato colpito al volto lo scorso primo maggio, si trova ancora ricoverato in un letto all’ospedale Giovanni Bosco di Torino.

Il racconto

«Era martedì 1° maggio – racconta – ed ero a passeggio per Settimo con alcuni amici. Ad un certo punto sono stato avvicinato da un gruppo di ragazzi». Il motivo? «Uno ha detto che lo avevo guardato male, mentre salivo verso il centro dalla parte del Municipio insieme a due amici» Una scusa inutile, futile, forse soltalto per attaccar briga. «Io sono andato oltre – racconta Patrono, giocatore in forza al San Mauro Calcio -, senza dar troppo peso alla cosa. Poi su sua insistenza, quando mi diceva “Dai, andiamo a parlare”, ho accettato di prestarmi al chiarimento».
«Ho già visto scene di questo genere e gli ho detto che non avevo nulla contro di lui. Ma ad un certo punto, dopo avermi detto “La prossima volta ci salutiamo da amici”, mi ha inseguito». «Io sono andato in un locale di Settimo, ero in piena crisi glicemica, ho preso uno yogurt. Lui, uscendo dal locale mi ha spezzato il cucchiaino, tanto che sono rientrato per prenderne uno nuovo e mi sono allontanato».

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L’aggressione

Ma la parentesi non si è conclusa. Perché in vicolo Machiavelli si è consumata l’aggressione definitiva. «Ho detto alla persona che avevo di fronte che ero in piena crisi glicemica, gli ho detto di lasciarmi stare perché non ero assolutamente in me, né lucido». «All’improvviso mi ha gettato a terra lo yogurt, ho abbassato lo sguardo a terra e mi sono accorto di essere a terra, con lo zigomo rotto e con un dolore impressionante». Ed, effettivamente, è andata così. Perché Patrono, che soffre di livelli bassi di glicemia, ha subito l’aggressione proprio all’apice di una crisi che non gli permetteva, in alcun modo di essere lucido e presente a sé stesso. Il giovane è stato ricoverato al San Giovanni Bosco di Torino.

I carabinieri

Ma, nel frattempo, i carabinieri della Tenenza di Settimo hanno raccolto la sua denuncia e hanno avviato tutte le indagini del caso. Inoltre la sua famiglia ha dato mandato ad un avvocato di dar seguito alla vicenda e la Procura della Repubblica di Ivrea riceverà presto il fascicolo dell’accaduto. Intanto, però, a Settimo c’è paura per la deriva violenta che le baby gang stanno dimostrando sul territorio cittadino. Ai danni di ignari ragazzi e, soprattutto, per futili motivi.

La svolta

A quanto pare ci sarebbe una svolta nelle indagini. Infatti gli aggressori del giovane di Lauriano sarebbero stati individuati.