Bimbo prelevato dalla classe dagli assistenti sociali a San Mauro Torinese. E’ accaduto ieri, mercoledì 25 settembre 2019 di fronte ai compagni.

Bimbo prelevato dalla classe dagli assistenti sociali

Sono andati a prenderlo a scuola, ieri mattina, mercoledì 24 settembre, gli assistenti sociali della Circoscrizione 6. Luca, (nome di fantasia) il bambino conteso tra i genitori a causa di una separazione burrascosa, è stato portato via su ordinanza del tribunale ordinario di Torino. Secondo quanto disposto dal giudice, infatti, il piccolo dev’essere affidato a un nucleo eterofamiliare poiché – secondo la perizia del consulte tecnico d’ufficio – il bambino subisce una manipolazione da parte della madre.

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L’allontanamento

Ad agosto il primo incontro tra gli assistenti sociali e Luca, accompagnato dalla madre e dall’avvocato Simona Donati, dello studio legale DDD che sta seguendo il caso. Incontro che avrebbe dovuto terminare con l’allontanamento del piccolo, ma il momento del distacco è stato particolarmente traumatico, convincendoli a desistere e a relazionare l’accaduto al Tribunale. A distanza di un mese la decisione di intervenire in un momento in cui Luca si trovava lontano dalla mamma: mentre era a scuola, a San Mauro, insieme ai suoi compagni.

La vicenda

Luca ha 11 anni, è ancora troppo piccolo per capire quello che gli sta succedendo, ma abbastanza grande per lanciare i primi inquietanti segnali di quello che viveva quando passava del tempo a casa del papà. «Il padre – spiega l’avvocato – attualmente vive con un’altra donna che ha un figlio. I due bambini non vanno d’accordo e tra loro si instaura un rapporto di gelosia in cui si innescano vari problemi». Luca un giorno racconta alla sua nonna di alcuni giochi fatti con il papà e con il figlio della sua compagna, il “Bacia morti” che consiste nel darsi pizzicotti nelle parti intime. Giochi che non trovano tregua neanche di notte. Una situazione che suscita in Luca un profondo disagio, al punto da non voler più andare dal padre.
Una scintilla che ha spinto l’uomo a rivolgersi agli avvocati, chiedendo che fosse fatta una perizia dal consulente tecnico d’ufficio (Ctu) sulla capacità genitoriale della madre di Luca. «Il Ctu – prosegue Donati – conferma una manipolazione di Giulia sul figlio, sminuendo i racconti del bambino e definendo la storia come un’esagerazione».
A seguito della perizia del Ctu, il giudice ha disposto che il bambino venisse affidato a una casa famiglia, accogliendo l’istanza del padre. L’affidamento, che avrebbe dovuto avvenire già ad agosto, si è concluso ieri mattina.

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L’istanza alla Corte Europea

La scorsa settimana l’avvocato Donati, insieme al collega Delfino, hanno presentato una seconda istanza al tribunale di Torino in cui promettono di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo poiché il «Provvedimento non tiene conto dell’istanza di revoca sollevata per una questione di legittimità Costituzionale».

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