Ha un nome l’uomo che nella mattinata di domenica 11 novembre ha seminato il panico a Saluggia lanciando una bomba carta sul Monumento ai Caduti.

Lancia bomba carta sul Monumento

Ha un nome l’uomo che nella mattinata di domenica 11 novembre ha seminato il panico a Saluggia.  Erano le 10.15 quando, proprio in piazza del Municipio, una bomba carta è stata fatta scoppiare vicino al Monumento ai Caduti. Un forte boato e una nube di fumo, hanno fatto scattare l’allarme in paese. Le persone che in quel momento si trovavano in piazza, infatti, sono scappate per paura che si trattasse di una bomba vera. Tante le chiamate al numero d’emergenza e ai Vigili del Fuoco che sono immediatamente giunti sul posto per constatare quello che stava accadendo e mettere in sicurezza l’area. In un primo momento, infatti, si era pensato ad una bomba. Solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine si è compreso che la situazione non era così grave ma che si trattava di una bomba carta. Fatto sta che qualcuno aveva pensato bene di seminare il panico proprio a pochi minuti dall’inizio della Santa Messa quando la piazza era gremita.

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Le indagini

Così sono partite le indagini dei carabinieri che sin da subito hanno preso visione delle telecamere di videosorveglianza che nel corso degli anni le Amministrazioni comunali di Saluggia hanno rinnovato e ampliato. E così, grazie ad una delle ultime installate proprio in piazza, gli uomini dell’Arma della stazione di Livorno Ferraris, guidati dal comandante, il Luogotenente Ignazio Casti hanno potuto dare un volto all’«attentatore».  Se in molti pensavano che fosse un ragazzo, che si trattasse di una prova di coraggio o di un atto di puro bullismo, così invece non è. Anzi. Si tratta di un adulto anche molto conosciuto in paese.

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Denunciato

E’ un 50enne, le cui iniziali sono M. Z., residente a Saluggia.  L’uomo, identificato proprio grazie ai filmati che lo riprendono mentre arriva nel punto in cui ha lanciato la bomba carta e poi dove si è nascosto ad «ammirare» lo scoppio, è stato denunciato dalle forze dell’ordine per procurato allarme. Ora dovrà rispondere di questo reato.

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