Botte e maltrattamenti alla compagna: dopo mesi di violenze è stato arrestato a Settimo Torinese. Aperto il codice rosso.

Botte e maltrattamenti alla compagna

Non era libera di uscire da sola, di avere amicizie, di poter vivere serenamente la propria vita. Un rapporto di subordinazione da quel compagno violento, di completo annientamento per servirlo e per proteggerlo. Nonostante le minacce, le botte, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali, lei non ha mai voluto denunciarlo, credendo un giorno di riuscire a cambiarlo. Nessuno, da quando era cominciata quella relazione, si era mai accorto di nulla, neanche i vicini di casa hanno mai nutrito sospetti nella coppia, né mai sentito urla provenire dall’alloggio della palazzina. E lei, per paura, ha sempre tenuto il segreto nel proprio intimo, senza mai raccontare a nessuno gli orrori che quotidianamente subiva. E’ andata avanti per mesi questa storia di violenza all’ombra della Torre, conclusa sabato notte con la richiesta disperata di aiuto.

L’arrivo dei carabinieri

L’intervento tempestivo dei carabinieri presso l’abitazione della coppia ha evitato che l’ennesima litigata si trasformasse in tragedia. Lui la teneva ferma minacciandola con un coltello puntato alla gola. All’arrivo dei militari, la donna si è convinta a raccontare tutto, entrando nel dettaglio di questo lungo percorso costellato di gravi orrori e formalizzando la denuncia. Ne sono emerse pagine dense di episodi, uno peggio dell’altro, subiti da una donna che – secondo quanto si apprende avrebbe circa 50 anni -, senza mai averne fatto parola con nessuno, neanche quando lui ha superato ogni limite, trattandola come se fosse un mero oggetto di piacere o per soddisfare la propria rabbia repressa. Una decina gli accessi al pronto soccorso, si dice, giustificati dalla donna come banali incidenti domestici, senza tuttavia convincere i medici. E neanche i militari della Tenenza di Settimo si sono mai lasciati persuadere dai racconti della vittima, ben a conoscenza della vita border line del suo compagno, ma sempre pronta a proteggerlo e nasconderlo per evitargli conseguenze.
L’uomo, infatti, nel suo passato avrebbe accumulato numerosi precedenti, tra cui alcuni furti. E’ stato proprio a seguito di uno di questi episodi che la donna aveva chiamato i carabinieri, facendo arrivare la Radiomobile nella loro abitazione. Un intervento non finalizzato alla denuncia del fidanzato, bensì per salvarlo da una rappresaglia nei suoi confronti. La vittima del furto, infatti, era riuscito a rintracciarlo e aveva deciso di riprendersi il telefono. Una discussione sfociata in botte che hanno provocato un trauma cranico al compagno violento. La donna, assistendo alla scena e impaurita, ha chiamato i soccorsi, salvo poi allontanarli quando i militari hanno iniziato a nutrire i primi sospetti su cosa accadeva realmente tra le quattro mura di quell’abitazione.
Per mesi i carabinieri di via Regio Parco hanno monitorato la situazione, aprendo il Codice Rosso e segnalando tutto alla Procura della Repubblica di Ivrea, il cui fascicolo è stato affidato alla Pm Chiara Molinari.

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L’arresto

L’uomo, da sabato notte, si trova presso la casa circondariale di Ivrea, in attesa dell’udienza di convalida della misura cautelare. Per la donna invece è previsto un percorso di assistenza e supporto in un luogo protetto.
I carabinieri, inoltre, dopo l’intervento nel weekend, hanno trovato un altro cellulare nell’abitazione della coppia, provento di un furto denunciato alcuni mesi fa da un cittadino di Settimo. Una storia che lascia l’amaro in bocca ai vicini di casa che oggi apprendono di questa triste vicenda e che, in qualche modo, si colpevolizzano per non essersi mai accorti di nulla.

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