Carcasse, puzza e cacche in centro: “Il Comune intervenga”. Torna a far parlare a Gassino la Piccionaia.

Carcasse, puzza e cacche in centro

Per i gassinesi la casa abbandonata nei pressi dell’antico forno di via San Martino ha un nome: La Piccionaia. Il motivo è presto detto, ad abitare lo stabile, ormai da tempo immemore, sono solo più piccioni e altri animali che trovano tra le mura dell’edificio un riparo sicuro dalle intemperie e dal freddo. Tuttavia, le condizioni igienico-sanitarie sono preoccupanti e i residenti del quartiere sono esasperati da questa situazione che si protrae da oltre vent’anni.
Nei giorni scorsi, ad aggravare la condizione di difficile “convivenza” nella zona con quella casa infestata dalle bestie, si è aggiunta l’apertura del portone di ingresso che lascia intravedere le condizioni all’interno della struttura ma, soprattutto, ne lascia fuoriuscire un odore nauseabondo che, con gli ultimi caldi di queste settimane, si è propaganto lungo tutta la strada.

La denucnia

«Probabilmente qualcuno passando ha dato un colpo alla porta e questa si è aperta, ma lo spettacolo è davvero orribile», commenta un passante indicando i gradini illuminati da un timido raggio di sole che illumina l’uscio. Lo sguardo cade immediatamente su una distesa di deiezioni di volatili che coprono interamente il pavimento. I gradini della scala di accesso al primo piano sono tappezzati da carcasse di piccioni che giacciono lì ormai da chissà quanto tempo. Alcune di queste sono già in avanzato stato di decomposizione, altre invece attirano a se numerose mosche. Inutile descrivere l’odore che esce dalla porta e che appesta l’area circostante.
«Non riusciamo più a convivere con questa situazione», lamenta una residente della zona. Ed effettivamente La Piccionaia si erge in un quartiere restaurato di fresco, esteticamente perfetto e con una certa valenza storica per il territorio. Insomma, la casa abbandonata stona decisamente con il contesto, ma al proprietario dell’immobile sembra non interessare.

Leggi anche:  Escursionista colto da un malore

Il sindaco

La casa, infatti, risulta essere in vendita da tempo. A confermarlo c’è un cartello sbiadito affisso sul portoncino d’ingresso. Tuttavia, la crisi del mercato immobiliare non ha facilitato la compravendita dello stabile. «Abbiamo più volte emesso un’ordinanza con l’obiettivo di far intervenire il proprietario e porre rimedio alla situazione – spiega il sindaco Paolo Cugini -. Ma l’investimento sulla struttura è ingente e, probabilmente, al proprietario conviene maggiormente pagare una sanzione nziché intervenire per ripulire l’edificio». Il Comune, infatti, ha “le mani legate”. Alle ordinanze emesse da Palazzo Civico ne conseguono sanzioni e l’istanza di intervento da parte dell’Asl per una verifica delle condizioni igienico-sanitarie. «Tuttavia – spiega il primo cittadino -, in seguito a opportuni sopralluoghi, l’Asl ha decretato che la situazione non costituisce un pericolo per la salute dell’uomo. L’immobile non presenta neanche danni strutturali, quindi i residenti della zona non possono fare altro che sopportare questa fastidiosa situazione».

L’incontro con la proprietà

Sebbene gli esiti non indichino la strada di una soluzione per porre fine al malcontento comune, il sindaco ha incontrato il proprietario dello stabile proponendo un progetto di edilizia sociale per riqualificare la casa. «Non sembra esserci la volontà di avviare un percorso di ristrutturazione che possa riqualificare lo stabile, ma mi rendo conto che le condizioni di quell’edificio non siano ottimali», conclude Paolo Cugini.

LEGGI ANCHE LE ALTRE NOTIZIE DE LA NUOVA PERIFERIA