Un gruppo di attivisti di Casapound ha fatto un sopralluogo al “Dado” l’ex casa dei rom di via Milano e in via Brofferio.

Casapound a Settimo

Dopo qualche giorno di assenza i militanti di Casapound Torino sono tornati a Settimo Torinese. Lo hanno fatto nella giornata di ieri, mercoledì 7 novembre, in due distinte zone del territorio cittadino. Sopralluoghi, come li hanno definiti i militanti, in aree che vivono situazioni di degrado e di scarsa sicurezza, come segnalato da simpatizzanti del movimento politico di estrema destra.

Al Dado, l’ex “casa dei rom” di via Milano

Uno dei luoghi visitati dai militanti di Casapound è la struttura dell’ex Dado di via Milano. Si tratta della struttura di via Milano, nei pressi della Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli (la casetta gialla, ndr) che fino allo scorso anno ha ospitato le famiglie rom che seguivano i progetti di associazioni dedite all’integrazione quali Terra del Fuoco.

Cosa ne pensa Casapound

“I sopralluoghi che abbiamo compiuto oggi hanno accertato lo stato di incuria e insicurezza strutturale di questi spazi”, spiega Domenico Giraulo, referente di CasaPound per la cintura Nord di Torino. “Il rischio che diventino discariche o, peggio, rifugi per delinquenti e sbandati è molto alto. Piuttosto queste aree dovrebbero essere riqualificate e recuperate a servizio della cittadinanza: l’ex DADO, per esempio, potrebbe essere destinato alle diverse famiglie italiane in difficoltà abitativa”.

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La situazione di via Brofferio

I militanti hanno visitato anche l’area di via Brofferio / via della Repubblica / via Amendola. Laddove c’è un campo da calcio, infatti, gli attivisti di Casapound hanno potuto constatare alcune condizioni di abbandono e di degrado dell’area. “Il campo da calcio, lo stesso dove anch’io giocavo da bambino, dovrebbe tornare a essere un luogo di aggregazione per ragazzi”.

Il coordinatore Matteo Rossino

“A Settimo, come altrove, è inaccettabile che le istituzioni lascino deperire degli spazi che, invece di essere destinati a progetti inutili e votati al fallimento, dovrebbero essere messi a disposizione dei reali bisogni dei cittadini”, aggiunge Matteo Rossino, responsabile provinciale di CasaPound Torino. “Noi continueremo a impegnarci con proposte e interventi per evitare che continuino a esserci aree fantasma e “terre di nessuno” nelle nostre città”.