Bisogna evitare che l’area venga devastata ad ogni piena del fiume

Se si fa una passeggiata nel parco del Bricel e si percorre la strada lungo il Po che passando sotto il ponte di via Po lo collega all’embrionale parco Sabbiuné, si vedono gli effetti devastanti della piena del fiume di fine Novembre.
Una situazione terribile: detriti sparsi ovunque, spazzatura attaccata ai rami di alberi ed arbusti, il terreno è coperto da una vasta fanghiglia che nel Sabbiuné lascia il posto ad una colata di sabbia. Molti alberi hanno le radici scoperte perché l’acqua ha trascinato via la terra che le ricopriva e adesso sono anche a rischio di cadere perché le radici non sono più saldamente ancorate nel terreno. In molti punti il camminamento è stato danneggiato dalla formazione di buche scavate dall’acqua e contemporaneamente da accumuli di fango o sabbia e detriti. Le imbarcazioni sistemate nel Sabbiuné come una specie di ricordo dell’epoca in cui si navigava e si pescava sul Po sono state in parte sfasciate. In alcuni punti è stata persino erosa la riva. Insomma un vero e proprio disastro: questa situazione non solo rende poco accessibili e fruibili alcune parti dei due parchi ma pone anche dei problemi di sicurezza.
Servono ovviamente degli interventi di ripristino e di messa in sicurezza, ma non basta, perché a questo punto sorgono precisi interrogativi sul futuro dei due parchi: la piena del Po non è certo un evento che non si verificherà più. Purtroppo.
Allora bisogna capire come conciliare lo spirito naturalistico e ambientalista, che significa limitare al massimo gli interventi sulle sponde del fiume, con la necessità di avere un parco che non venga sistematicamente distrutto ad ogni piena, soprattutto per quanto riguarda le aree più vicine al fiume. Su questo punto fondamentale si devono interrogare sia il Comune di Chivasso sia l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po per trovare delle soluzioni concrete perché la tutela paesaggistica deve integrarsi con la valorizzazione della risorsa paesaggistica e la sua fruibilità, altrimenti il concetto di parco riferito al Bricel e al Sabbiuné resta uno slogan astratto e controproducente per il rapporto tra gli abitanti ed il grande fiume.
E soprattutto rischia di ritornare in quello stato di degrado ed abbandono in cui è rimasto per troppi anni, perdendo la sua funzione di vero polmone verde della città.