Crisi Livanova, il giorno della rabbia. Si sta svolgendo in queste ore, venerdì 22 novembre, una manifestazione di protesta per contrastare i licenziamenti annunciati da LivaNova.

Crisi Livanova

Il management di LivaNova mercoledì 20 novembre, ha comunicato l’apertura di una procedura collettiva per 83 posizioni a Saluggia nell’ambito della ristrutturazione dell’azienda. In base a questo piano, la struttura di LivaNova a Saluggia, sarà dedicata alla ricerca e sviluppo e alla produzione di valvole cardiache meccaniche, anelli per annuloplastica, accessori e stent Nitinol. La produzione di valvole cardiache biologiche di LivaNova sarà concentrata nello stabilimento aziendale di Vancouver, Canada.

LEGGI ANCHE: Crisi LivaNova, chiesto tavolo di crisi e tutela dei lavoratori

Lo sciopero

Questa mattina, venerdì 22 novembre, sin dall’alba i lavoratori della società americana LivaNova hanno manifestato il loro dissenso a questa ristrutturazione annunciata mercoledì che tocca, almeno per il momento, 83 dipendente. Erano centinaia coloro che davanti hai cancelli hanno protestato. E lo hanno fatto applaudendo, fischiando e urlando contro chi invece oggi è andato a lavoro, a chi non ha deciso di abbracciare la causa comune. Proprio questo motivo lungo la provinciale che da Saluggia e da Crescentino porta all’ingresso del comprensorio Sorin si è formata una lunga coda di auto. Per un paio d’ore, infatti, le auto entrava a singhiozzo come concordato anche con le forze dell’ordine presenti lungo il tratto stradale e nel piazzale antistante lo stabilimento. Le auto, a poco a poco, sono state fatte entrare. Infatti, a nessuno è stato vietato l’ingresso in stabilimento.

Forze dell’ordine presenti

Davanti ai cancelli un presidio di protesta che impedisce l’accesso anche ai dipendenti delle altre aziende del comprensorio ex Sorin, nonostante gli stessi ieri avessero ricevuto ampie rassicurazione. In campo anche numerosi agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, impegnati a garantire la sicurezza e il traffico.

Attesi anche i politici

Sono numerosi i sindaci del territorio attesi ai cancelli dell’azienda, così come i rappresentanti della Regione Piemonte. Matilde Casa, primo cittadino di Lauriano e portavoce dell’Area Omogenea della Città Metropolitana di Torino, ha esteso l’invito ai sindaci della zona: “Questa situazione, oltre che il vercellese, investe direttamente buona parte anche dei nostri territori ragion per cui ho dato la mia disponibilità al sindaco di Crescentino a fare da tramite con i comuni della nostra zona omogenea in modo da poter fare un’azione comune”.

AGGIORNAMENTO

Leggi anche:  Controlli in stazione, quattro indagati

L’arrivo dei politici

Stanno giungendo sul posto alcuni volti della politica. Tra questi i sindaci del Vercellese, della Collina, di Chivasso e del Chivassese, l’assessore regionale Roberto Rosso e il consigliere regionale Gianluca Gavazza. Tutti qui per esprimere solidarietà ai lavoratori del comprensorio.