In duecento hanno partecipato nella serata di oggi, lunedì 18, alla fiaccolata per chiedere giustizia per Maurizio Gugliotta, ucciso al Suk il 15 ottobre 2017.

Duecento persone alla fiaccolata

Un lungo corteo di persone, circa duecento, ha partecipato nella serata di oggi – lunedì 18 marzo – alla fiaccolata organizzata a Settimo in memoria e per chiedere giustizia per Maurizio Gugliotta. Alla vigilia della sentenza del processo di primo grado in cui è imputato Khalid De Greata, il profugo nigeriano accusato di aver ferito mortalmente a colpi di coltello il papà settimese di 51 anni, è stata forte la mobilitazione dei settimesi (e non solo) per ricordare il settimese ucciso senza un perché.

Giustizia per Maurizio Gugliotta

“Non c’è Pace senza Giustizia”. Così recitava lo striscione che la vedova Carmela Caruso teneva tra le mani insieme ai tre figli Daniele, Alessio e Alessandro. Dietro di loro un fiume di persone con le fiaccole accese. Un corteo silenzioso che è partito alle 21 dal civico 20 di via Verdi, dove Gugliotta abitava a Settimo insieme ai suoi familiari. Un serpentone di persone, parenti, amici di famiglia e semplici cittadini che hanno voluto manifestare il proprio affetto e la propria solidarietà alla famiglia che si appresta a conoscere l’esito del giudizio del Tribunale di Torino.

L’affetto alla famiglia

Sono stati tantissimi, quindi, i settimesi che hanno raccolto l’appello lanciato nei giorni scorsi dagli organizzatori della manifestazione. “Grazie a chi ha partecipato – ha commentato al termine della fiaccolata la vedova Carmela Caruso -. Grazie a chi conosceva Maurizio e a chi ha partecipato per affetto nei nostri confronti”. Mercoledì 20 marzo, e quindi tra poche ore, è attesa la sentenza di primo grado nei confronti del profugo nigeriano arrestato dopo aver accoltellato il papà settimese di 51 anni tra le bancarelle del Suk di Torino. La manifestazione si è conclusa ai piedi del Municipio di Settimo in piazza della Libertà.