Emergenza calabroni, scoperti nel cimitero di Vische. Nei giorni scorsi è stato rimosso un grosso nido in un loculo.

Emergenza calabroni

La presenza dei calabroni ritorna a essere un motivo di allerta e di preoccupazione e gli esperti invitano alla prudenza nell’affrontarli e soprattutto dissuadono dal “fai da te” spesso adottato. Ed è allerta anche nei cimiteri. È scattato infatti nei giorni scorsi il piano emergenza proprio nel cimitero di Vische, dove è stato rimosso un grosso nido di calabroni in un loculo. I grossi insetti dotati di pungiglione sembrano essersi improvvisamente svegliati da una sorta di letargo.

L’intervento del sindaco

«Iniziano a nidificare in questi giorni perché prima faceva troppo caldo – spiega Renzo Causone che svolge da anni un volontariato di primaria importanza all’interno della squadra 21 della Protezione Civile, Centro Alfredino Rampi di Strambino – il calabrone non nidifica con il caldo perché non sopporta temperature superiori a 37°-38°». Quindi il problema legato alla loro presenza si ripresenta ora? «Esatto, è di nuovo un problema – spiega Causone – e pochi giorni fa siamo intervenuti nel cimitero del Comune di Vische dove i calabroni avevano nidificato in un loculo». Sono in cinque, si autogestiscono (e praticamente autofinanziano!) da circa trent’anni, e sono specializzati nella rimozioni di nidi di calabroni e vespe ed effettuano interventi sempre notturni. I loro nomi? Renzo Causone, che è anche il presidente del Centro A.Rampi, Renato Giachino, Giacomo Cordera, Giuseppe Ruggiero e Daniele Petitti. «Esitiamo dal 1982, dopo la disgrazia che nel giugno del 1981 aveva colpito la famiglia di Alfredino Rampi, il bambino caduto in un pozzo e morto nonostante i disperati e prolungati tentativi di riportarlo in superficie ancora in vita – racconta Causone – Il Centro si è costituito ufficialmente nel 1996 e ha sede a Strambino in via Cotonificio 59». Un’associazione nazionale che interviene anche in situazioni di calamità naturali e che si attiva nella ricerca delle persone. La squadra 21, unica in Canavese, opera praticamente sull’intero territorio della Provincia di Torino. «I cittadini che hanno questi problemi possono rivolgersi a questo numero telefonico 3471035810 reperibile h24 – spiega Causone – si raccomanda di evitare il “fai da te” perché questi insetti sono molto pericolosi, i nostri interventi vengono fatti esclusivamente di notte e operiamo nel torinese, canavese anche astigiano con attrezzature all’avanguardia, dalle microsonde alle apparecchiature dotate di video camere, che utilizziamo in alcuni casi per vedere in profondità ad esempio nelle crepe dei muri. Da un anno disponiamo anche di una sonda che veicola un liquido che utilizziamo in presenza di tapparelle con apertura e chiusura manuale con le cinghie, questo ci permette di non aprire i cassonetti quando calabroni e vespe sono ancora in attività». Esiste ovviamente un rischio anche per voi esperti. «Sicuramente, così come per le persone che sono nelle vicinanze del luogo in cui stiamo intervenendo – aggiunge Causone – per ovviare a spiacevoli conseguenze da quest’anno abbiamo a disposizione un’attrezzatura in grado di distruggere le molecole del veleno sulla persona in pericolo».

Leggi anche:  Auto travolta dal treno, una persona ferita

LEGGI ANCHE LE ALTRE NOTIZIE DE LA NUOVA PERIFERIA

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?

Iscriviti al nostro gruppo Facebook La Nuova Periferia

E segui la nostra pagina Facebook ufficiale La Nuova Periferia: clicca “Mi piace” o “Segui” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!