Arrestato dai carabinieri il rapinatore seriale che usava l’auto della madre per sopralluoghi e colpi in banca.

Era il terrore delle banche

“Mancino, sguardo spiritato e con una busta di plastica verde “: è stato dai “segni particolari” con cui i testimoni descrivevano il rapinatore solitario che da mesi terrorizzava le banche di Torino e provincia che i carabinieri sono riusciti ad arrestare Ferdinando Magnasco, 43 anni. Violento, armato di pistola (risultata scenica senza tappo rosso), il rapinatore ha messo a segno otto rapine, di cui una tentata.

L’arresto del rapinatore seriale

Nei giorni scorsi Magnasco era stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Nucleo Investigativo dopo aver rapinato una banca in corso Toscana a Torino. È stato grazie alla collaborazione dei testimoni e alla visione delle immagini delle telecamere di sicurezza che i carabinieri sono arrivati a lui. Nella maggior parte delle rapine l’autore veniva indicato come un uomo tra i 35 e 40 anni, capelli (pochi) rasati, sguardo spiritato e mancino. E le telecamere di videosorveglianza hanno confermato i racconti permettendo di arrivare all’identificazione. Le indagini tuttavia proseguono per stabilire se ci siano collegamenti  con altre rapine avvenute in zona.

Altri colpi attribuiti a lui

E’ stato arrestato anche per gli altri sette colpi precedenti messi a segno in altre banche, un ufficio postale e una farmacia tra maggio e settembre di quest’anno. Con il volto scoperto e armato con una pistola e con una busta di plastica, si presentava in banca, ufficio postale o farmacia per farsi consegnare il denaro in cassa. La lunga serie di rapine si è fermata il 27 settembre scorso, dopo una rapina all’Unicredit di Largo Toscana.

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Utilizzava l’auto della madre per sopralluoghi e rapine

Dopo la rapina, commessa con le stesse modalità di sempre – revolver a sei colpi, sacchetto in nylon per raccogliere i contanti, volto scoperto, minaccia agli impiegati fin dall’ingresso – i carabinieri del Nucleo Investigativo lo hanno catturato il giorno dopo. In casa sua hanno trovato gli abiti e l’arma, risultata poi una pistola a tamburo scenica privata del tappo rosso, utilizzata per la rapina. I carabinieri da qualche tempo stavano conducendo una dettagliata analisi di una serie di rapine avvenute negli ultimi mesi in cui il rapinatore era mancino. Gli accertamenti compiuti in collaborazione con le banche, la visione delle telecamere di videosorveglianza e un’impronta individuata in una delle banche assaltate hanno permesso di identificare il rapinatore seriale “mancino” che utilizzava la macchina della mamma sia per il sopralluogo sia per compiere le rapine.

 

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