I genitori hanno presentato un esposto in Procura per segnalare quanto accaduto all’asilo.

Bimbo no vax di Settimo

Bimbo no vax: continua il clamore intorno alla vicenda del minore iscritto all’asilo Arcimboldo di Settimo che, lunedì 10, non è stato ammesso in classe perché non ancora vaccinato. Il caso avvenuto a Settimo Torinese ha suscitato anche i commenti delle istituzioni locali e regionali che hanno, da subito, seguito la vicenda.

Siamo in attesa di un nuovo decreto. Si è parlato addirittura della possibilità di creare classi ad hoc per bambini immunodepressi. Mi sembra che questo possa essere un modo un po’ strano di gestire questa vicenda. Si parla esclusivamente alla pancia dei cittadini senza pensare ai cittadini stessi e, ovviamente, ai figli di questi cittadini, ma scherziamo?

Ha commentato l’assessore all’istruzione del Comune di Settimo Silvia Favetta.

«Quello che posso dire – sottolinea invece l’assessore regionale all’istruzione Gianna Pentero – è che, secondo le attuali direttive e disposizioni, bambini in attesa di avviare o concludere l’iter vaccinale possono frequentare normalmente la scuola». «Le disposizioni – precisa – spiegano infatti che fin tanto che non si conclude l’iter vaccinale, il bambino può frequentare normalmente la scuola, soprattutto di fronte alla presenza di una prenotazione di una vaccinazione».

Un esposto in Procura

Intanto i genitori del bimbo hanno presentato un esposto trasmesso alla Procura della Repubblica di Ivrea. Una scelta che punta a mettere i magistrati eporediesi a conoscenza di quanto accaduto all’asilo di Settimo. In netta polemica con l’atteggiamento e la decisione della dirigenza scolastica di “escludere” per il primo giorno di scuola il bimbo dalle lezioni.

Il bimbo è stato riammesso in classe

Già nella mattinata di ieri, martedì 11, il bambino non ancora vaccinato è stato riammesso regolarmente in classe. Il “caos” sembra quindi in qualche modo rientrato. Almeno fino alla data del prossimo 21 settembre, quando la famiglia dovrebbe accompagnare il bimbo all’Asl per la vaccinazione.

«Il bambino, comunque, riceverà il primo vaccino il 21 settembre, quindi l’iter è aperto».

Aveva affermato suo padre, appellandosi alla possibilità di far frequentare regolarmente la scuola al figlio.

«Ma non siamo certi che in quella data la situazione potrà risolversi perché qualora non avremmo le visite prevaccinali noi saremo costretti a rimandare».

E’ proprio intorno al tema degli esami prevaccinali che si giocherà una partita cruciale sulla vicenda. La famiglia, infatti, sarebbe intenzionata a procedere alla vaccinazione soltanto dopo gli esiti di queste analisi. Finalizzate a scongiurare alcun tipo di rischio per la salute del bimbo di fronte all’eventuale somministrazione del vaccino.

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Il commento dell’esperto

Sul tema è intervenuto anche Giuseppe Palena, pediatra che in città è stato anche assessore all’istruzione, prima di diventare capogruppo in Consiglio comunale della lista Uniti per Settimo.

«Ci sono – spiega – casi di genitori che non vogliono in alcun modo sottoporre i propri figli ai vaccini. C’è una legge dello Stato italiano e questa va rispettata, ognuno è libero di assumersi le proprie conseguenze, anche e soprattutto in termini di sanzioni». «Ma sussistono anche casi per cui, per motivi “particolari” connessi alla salute dei bambini, le vaccinazioni vengono dilazionate nel tempo».

«Tra ottobre dell’anno scorso e lo scorso marzo – conclude Palena – noi pediatri abbiamo creato una vera e propria “task force” vaccinale. Siamo stati proprio noi ad andare negli ambulatori dell’Asl di riferimento per vaccinare i bambini. Le famiglie dei bimbi da vaccinare, inoltre, sono state contattate dall’Asl, per ben due volte in caso di inadempienza, e una terza con un vero e proprio colloquio con i genitori per comprendere le ragioni del diniego della vaccinazione».