Scoperto dalle indagini della Guardia di Finanza 

Rifiniva raccordi per tubazioni ad alta pressione in un capannone di 250 mq con macchinari di alta precisione come 4 torni a calcolo numerico ed aveva una contabilità formalmente ineccepibile; emetteva fatture per ogni singola prestazione, anche per quelle irrisorie, peccato però che non presentasse alcuna dichiarazione. Per questo, un imprenditore del Canavese di 66 anni, che per non pagare nessuna imposta sul reddito della sua florida azienda individuale usava espedienti oramai in disuso, è finito nei guai dopo un’indagine della Finanza. Addirittura per nascondersi meglio al fisco esercitava la propria attività in una sede diversa da quella ufficiale, riuscendo in tal modo a non dichiarare ricavi per circa 600.000 euro e a non versare 100.000 euro di IVA. I Finanzieri del Gruppo di Ivrea, ricorrendo all’utilizzo delle banche dati, strumento oramai più che affidabile in grado di individuare e stigmatizzare tali situazioni paradossali, hanno posto fine a questa condotta disdicevole. Ora l’imprenditore dovrà pagare tutte le imposte finora evase, aumentate di sanzioni e interessi e per il futuro dovrà dichiarare tutti i redditi percepiti. Certo, per contribuire alle spese per i servizi pubblici, l’arzillo 60enne dovrà necessariamente ridimensionare il suo sproporzionato tenore di vita, infatti, secondo quanto è emerso dalle indagini, l’imprenditore risulta essere un cultore della vita notturna e assiduo frequentatore di night club. La tutela delle risorse dello Stato e degli Enti Locali nonché il contrasto alle frodi alla pubblica amministrazione, sono compiti prioritari per la Guardia di Finanza che ricorda come l’evasione fiscale danneggia tutti i cittadini e fa aumentare i costi dei servizi pubblici.