In casa custodiva la droga del nipote spacciatore. Si tratta dell’ennesima operazione antidroga del personale della Polizia di Stato nella provincia di Torino.

In casa custodiva la droga del nipote spacciatore

Prosegue senza sosta il contrasto al fenomeno dello spaccio delle sostanze stupefacenti operato dal personale della Polizia di Stato nella provincia di Torino.

Nei giorni scorsi, una piccola “impresa a conduzione familiare”, con base operativa in Strada del Meisino a Torino, è stata scoperta dalla Squadra Mobile: una mirata attività d’indagine svolta dal personale delle pattuglie della Sezione “Falchi” ha consentito di sorprendere Vincenzo Giagnotto, classe ’79, mentre usciva dall’abitazione della zia con 60 grammi di marijuana che avrebbe dovuto consegnare ad un acquirente.
La zia, custode della sostanza stupefacente, nascondeva in casa ulteriori 800 grammi di marijuana, 50 grammi di cocaina e quasi 10.000 euro in contanti, oltre a tutto il materiale necessario alla realizzazione di singoli ovuli da smerciare al dettaglio, come bilancini elettronici, forbici e rotoli di buste in cellophane.
Nel corso dell’operazione è stata denunciata anche una seconda zia di Giagnotto, poiché sorpresa mentre tentava di occultare una mazzetta di banconote per un ammontare di 1250 euro.

Arrestati

Ultimata la verbalizzazione degli atti d’indagine, il quarantenne ed una delle zie sono stati ristretti presso il carcere di Torino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Leggi anche:  Al via il progetto "Seta per la Scuola"

Un altro blitz antidroga

La mattina del primo ottobre scorso, invece, personale della Squadra Volante del Commissariato Dora Vanchiglia ha scoperto un appartamento in via Boccaccio adibito a laboratorio per il taglio ed il confezionamento dell’eroina. L’intervento è nato per dare ausilio ai VV.FF., intervenuti sul posto perché allertati da altri condomini, impauriti dal forte odore di gas che usciva dall’appartamento. Al loro ingresso nell’abitazione, gli agenti hanno trovato dei fornelli da campo aperti (la probabile causa del forte odore di gas), mascherine e miscelatori elettrici, diversi Kg di sostanza marrone contenuta in un sacco e probabilmente utilizzata per il taglio, una pressa idraulica e degli stampi metallici con il rilievo del marchio da imprimere sui panetti. Con tutta probabilità l’occupante dell’appartamento ha interrotto il proprio lavoro ed è fuggito poco prima dell’arrivo degli operanti, che comunque hanno rinvenuto e sequestrato 3 panetti già confezionati, del peso di quasi 3 Kg, positivi ai reagenti dell’eroina ed inviati, su disposizione della Procura della Repubblica, presso il perito per l’analisi qualitativa della sostanza.
Sono in corso serrate indagini per capire chi fosse l’occupante o gli occupanti dell’appartamento in cui era stato allestito il laboratorio.
Si attendono gli esiti dell’esame chimico della sostanza per verificare la presenza di eventuali sostanze nocive per la salute.