Incidenti stradali continui sul ponte maledetto.

Incidenti stradali

Continuano gli schianti sul ponte che unisce il territorio della Città Metropolitana di Torino a quello della provincia di Vercelli e che collega Verolengo a Crescentino. Nei giorni scorsi si è verificato l’ennesimo gravissimo incidente che ha coinvolto numerosi mezzi, tra auto e camion. Non si può dire che il ponte permetta di attraversare la Dora Baltea in piena sicurezza. Perché le croci sono tante e venerdì scorso potevano aumentare. E la scia di sangue sulle strade continua. Solo un miracolo, infatti, ha evitato che il bilancio si aggravasse ulteriormente.

Un ponte maledetto

Il ponte di Sant’Anna, infatti, ha ucciso già più persone, anche un famiglia intera. Eppure passano gli anni, accadono gli incidenti ma nessuno fa nulla di concreto per mettere in sicurezza il ponte. Nulla. Nessun lavoro. Solo tante parole. Tante lettere che poi rimangono lì nel vuoto.
Una situazione che alcune settimane fa aveva denunciato anche il sindaco di Crescentino, Fabrizio Greppi. Un sindaco che aveva chiesto ai consiglieri regionali Gabriele Molinari e Giovanni Corgnati di interrogare il presidente della regione Sergio Chiamparino e l’assessore competente. Greppi, infatti, aveva  contattato personalmente Molinari  per chiedere se riusciva ad informarsi in merito alla stato dell’opera di questo progetto.

Promesse mai mantenute

“Nei prossimi giorni si prevede la stipula della Convenzione tra Regione Piemonte, Città Metropolitana e la Società di Committenza Regione Piemonte per l’attuazione dell’intervento, consentendo un aggiornamento da parte della Città Metropolitana del progetto definitivo ed acquisire da parte di quest’ultima le autorizzazioni già scadute”.
Da quella data ad oggi però non ci sono state più notizie. Solamente le elezioni. Già perché i lavori del ponte di Sant’Anna sono sempre tornati a farsi sentire in vista delle campagne elettorali, dalle Amministrative alle Regionali, ma anche Provinciali e Politiche. E oggi, dopo l’ennesimo incidente c’è chi si domanda se alla fine qualcosa sarà fatto oppure se il progetto ancora resterà in un cassetto di chissà quale ufficio, di chissà quale ente pubblico.