Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto un laboratorio clandestino di grappa e altri distillati. Nei guai i due proprietari dell’immobile.

Il blitz della Finanza

Le Fiamme Gialle avevano già visitato quel magazzino di Montalenghe, nella provincia di Torino, per un’attività legata allo sfruttamento del lavoro. In occasione di un secondo controllo, nei giorni scorsi, i militari hanno visitato anche l’interno dello scantinato, scoprendo una vera e propria distilleria abusiva.

Il laboratorio clandestino

All’interno dei locali i militari hanno trovato tutte le attrezzature utilizzate per l’illecita produzione di acquavite: alambicchi in rame, aromi (tra questi derivati della Liquirizia), fornelletti a gas e centinaia di litri di distillato; detta ingente quantità non poteva, inequivocabilmente, essere destinata ai due soli cittadini cinesi, marito e moglie, proprietari dell’immobile.

Per i due è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria ed il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa del provvedimento di confisca e distruzione.

Grappa “clandestina”

La produzione clandestina di grappa, pericolosa per la salute e illegale, è una vecchia consuetudine , in particolare il decreto legislativo 504 del 1995 prevede che «la preparazione, da parte di un privato, di prodotti alcolici, destinati all’uso esclusivo dello stesso privato, dei suoi familiari e dei suoi ospiti, con impiego di alcole ad imposta assolta, non è soggetta ad autorizzazione a condizione che i prodotti ottenuti non formino oggetto di alcuna attività di vendita».

Cosa prevede la legge

Il reato di fabbricazione clandestina di bevande alcoliche si ha quando l’autore fabbrica alcol o bevande alcoliche clandestinamente, vale a dire in locali o con apparecchi non previamente denunciati o verificati, o costruiti o alterati in modo che il prodotto possa essere sottratto all’accertamento. La pena prevista è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7.746 euro.

Leggi anche:  Chivasso, manifesti contro Laura Boldrini e gli immigrati

I rischi per la salute

I rischi per la salute sono spesso sottostimati da chi crede di dominare i vapori che escono dall’alambicco nascosto in cantina. Infatti, nel processo di distillazione di vinacce e di acqua (per ottenere la grappa) i vapori delle sostanze in ebollizione sino alla temperatura di 78,4 gradi sono formati da alcool metilico, aldeide acetica e acetato di etile (sostanzialmente metanolo), che se ingeriti e/o inalati diventano estremamente tossici e pericolosi per la salute. Al di sopra di tale temperatura e sino ai 100 gradi, si ha il cosiddetto «cuore» della grappa, composto da alcol etilico e sostanze volatili che conferiscono gusto e aroma del distillato. Ma c’è chi per puntare al «cuore» finisce in un mare di guai.

Il volume “d’affari”

Tra prodotto sequestrato e la stima di quanto avrebbero potuto ulteriormente produrre illecitamente il quantitativo è di circa 2 tonnellate di distillato con un’evasione di imposta pari a 20.000 euro, basti pensare che solo di c.d. “vino di riso” in fermentazione erano pronti oltre 300 litri, detta “matrice” avrebbe garantito la produzione illecita citata.