Dopo l’arresto del settimese Giuseppe Soldano, per il deposito di lingotti d’oro e contanti, i carabinieri hanno fermato altre 4 persone.

Lingotti d’oro e contanti

Dopo il ritrovamento del “tesoro” di lingotti d’oro e contanti per un valore di oltre 1,2 milioni di euro all’interno di un garage “self storage” di Torino, le indagini dei carabinieri di Torino non si sono fermate. Le attività dei militari del Nucleo Investigativo, infatti, sono proseguite dopo l’arresto, con l’accusa di ricettazione, di Giuseppe Soldano, noto imprenditore settimese che ora si trova agli arresti domiciliari.

Le indagini

Le successive attività dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino hanno scoperto che il “tesoro” era in realtà di proprietà di una vera e propria banda, un’organizzazione criminale composta da altri quattro imprenditori torinesi.

Le accuse e le 20 società fantasma

Il “sodalizio” criminale, secondo gli inquirenti, era finalizzato a condotte di truffa, riciclaggio, anche mediante l’utilizzo di false identità, trasferimento fraudolento di valori, truffa per il percepimento di erogazioni pubbliche, frodi fiscali e, ancora, fittizie intestazioni di beni. L’organizzazione avrebbe costituito più di 20 società fantasma operanti nel settore energetico e consulting finanziario, con sedi in Italia e all’estero. Attraverso queste società, secondo le indagini, il gruppo avrebbe ottenuto finanziamenti bancari per diversi milioni di euro.

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Arrestati altri quattro imprenditori: volevano fuggire all’estero

Quando, lo scorso 30 gennaio, gli imprenditori avevano appreso la notizia della scoperta del loro deposito di lingotti d’oro e denaro contante, avevano tentato di fuggire all’estero. Le perquisizioni dei militari hanno permesso di sequestrare diversa documentazione cartacea e informatica. Materiale che, secondo quanto si apprende, sarebbe relativa alle truffe finanziarie realizzate.

Un nuovo “bottino”

I carabinieri hanno inoltre trovato un rilevatore di microspie, 11 lingotti d’oro del peso complessivo di 2,750 kg, per un valore totale di 99 mila euro, oltre a 49 mila euro in contanti. Le indagini dovranno ancora chiarire sia la provenienza, sia la destinazione del denaro e dei lingotti d’oro. Gli inquirenti, infatti, non escludono che il materiale possa essere provento di alcune transazioni illecite o la “pulitura” dei ricavi di furti e rapine.