Un uomo massacra di botte la moglie e minaccia di dare fuoco alla figlia. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi a Caluso.

Massacra di botte

Un uomo massacra di botte la moglie e minaccia di dare fuoco alla figlia. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi a Caluso. Quando ha iniziato a parlare seduta nelle stanze, sicure, dei carabinieri della Compagnia di Chivasso, Anna (nome di fantasia), si è trasformata in un fiume in piena. Infatti ha solo 33 anni, ma l’inferno che ha vissuto ha reso la sua esistenza una pena eterna da scontare.

La vicenda

La sua storia, mai arrivata prima sulla scrivania degli inquirenti, è emersa nella notte del 29 maggio quando temendo per la vita propria e dei due figli è riuscita prendere il telefono e a chiedere aiuto al 112.
Quella che sembrava l’ennesima lite in famiglia è invece subito emersa nella sua cruda realtà.
La realtà infatti disegnata da uomo violento, Carlo C., 42 anni, che avrebbe minacciato di morte la sua famiglia, arrivando ad appoggiare un accendino sul volto della figlia e a lanciare il bambino di un anno sul divano.

L’intervento dell’Arma

Arrivati in via Trento, gli uomini del Nucleo Radiomobile di Chivasso, coordinati dal Capitano Luca Giacolla e dal Maresciallo Fabio Errica, hanno subito capito di non poter perdere tempo.
Dopo aver tranquillizzato Anna e reso Carlo in stato di arresto, i militari sono tornati in caserma per cercare di ricostruire quanto avvenuto.

Dieci anni d’inferno

Ed è a questo punto che Anna quindi avrebbe iniziato a ricostruire gli anni, da dimenticare, vissuti con Carlo. Non ha mai denunciato nulla prima, e questo non rende certo facile il lavoro degli inquirenti chiamati a lavorare su episodi risalenti anche a dieci anni fa.

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La violenza sessuale

Ed è proprio nel 2008 che sarebbe avvenuto un brutale episodio di violenza sessuale. Dopo una serata in un locale della zona, e dopo l’ennesima lite, Anna sarebbe stata quindi picchiata, abbandonata lungo la strada e «invitata» a prostituirsi in modo da portare soldi a casa. E come se non bastasse, in un’escalation bestiale di violenza, l’avrebbe costretta a denudarsi e poi violentata con un bastone.

Le botte

Quindi ancora botte, anche alla figlia che ora ha 8 anni, ancora soprusi e richieste di soldi.
Una situazione che non è migliorata nemmeno con la nascita del secondo figlio, di un anno appena.

L’ultima aggressione

Alle tre di notte del 29 maggio, l’epilogo di una violentissima lite legata, pare, ai soliti problemi economici.
Stando al racconto della donna, raccolto dai carabinieri, lei e la figlia sarebbero state picchiate, scaraventate sul letto e poi picchiate ancora. Una furia cieca, che si è scatenata anche contro il piccolo, scaraventato con violenza sul divano. Altre botte, altri insulti e la minaccia di morte se non se ne fossero andate subito di casa.
Poi, per rendere più concrete le sue parole, avrebbe avvicinato un accendino al volto della bambina, minacciandola di darle fuoco, e puntato un coltello alla gola della moglie.

La magistratura

Arrestato, Carlo C. ha poi affrontato l’udienza di convalida davanti ai giudici del tribunale di Ivrea, che pur confermando il lavoro dei carabinieri lo hanno rimesso in libertà con l’obbligo di allontanarsi dalla casa di famiglia e il divieto di avvicinarsi ancora ad Anna e ai due figli.