Rientra a casa ubriaco e massacra di botte la moglie e la figlia disabile. L’episodio è accaduto a Verolengo domenica 27 gennaio 2019.

Massacra di botte moglie e figlia disabile

Rientra a casa ubriaco e massacra di botte la moglie e la figlia disabile. Mentre tutta l’Italia si indigna per quello che è già stato definito il «mostro di Cardito» (l’uomo che ha picchiato a morte il figlio di 7 anni della sua compagna ferendo poi anche la sorellina di 8), anche a Verolengo si è consumato un dramma famigliare che solo il caso ha voluto non si concludesse in tragedia.
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio di domenica 27 gennaio, quando un operaio poco più che quarantenne (di cui non sono state diffuse le generalità per proteggere le sue vittime), si è presentato alla porta di casa (a poche decine di metri dal Palazzo Municipale e dalla Caserma dei Carabinieri) in evidente stato di ebbrezza. Urla, minacce e poi schiaffi e pugni sia contro la moglie che contro la figlia disabile, minorenne.

L’allarme

Sentendo le urla delle due poverette, i vicini di casa hanno immediatamente lanciato l’allarme al 112, che ha inviato sul posto pattuglie sia della vicina Stazione che del Nucleo Radiomobile di Chivasso.

I soccorsi

Quel che poi sia successo è avvolto nel massimo riserbo, nelle carte che i carabinieri di Chivasso e Verolengo, coordinati dal Capitano Luca Giacolla e dal Maresciallo Bruno Enrico Ajelli , hanno inviato alla Procura della Repubblica di Ivrea.
Mamma e figlia, invece, sono state immediatamente trasportate al Pronto Soccorso dell’ospedale di Chivasso, visitate e poi accompagnate in una struttura protetta, lontane dal loro aguzzino.

Denunciato

L’uomo che avrebbe dovuto proteggerle, e che invece si è trasformato nell’aguzzino da cui hanno tentato disperatamente di difendersi, è stato denunciato «a piede libero» in attesa di «eventuali» successive misure disposte dalla Procura di Ivrea.

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Casi in aumento nel Chivassese

Anche nel Chivassese, i casi di abusi verso le donne sono in continuo e costante aumento. Lo confermano i dati che vengono forniti dall’Asl To4. Infatti nel 2017 (gli ultimi «numeri» disponibili) le tre equipe che lavorano in questo settore estremamente delicato hanno visitato 188 donne per maltrattamento e violenze. 165 risultano vittime di maltrattamento fisico e psicologico.
Due hanno subito una violenza sessuale. Nove una violenza psicologica, 4 risultano vittime di stalking e di 8 non viene specificato il tipo di violenza. Non sono e non devono essere numeri freddi perché dietro ognuno di loro ci sono storie di sofferenza, di paura con tante richieste silenziose di aiuto. Analizzando il contesto dove è avvenuto il maltrattamento risulta che per la maggioranza, ovvero in 175 casi, l’aguzzino è in famiglia… Ovvero i carnefici sono per lo più mariti, conviventi, ex mariti, fidanzati e figli. Tre in ambito extrafamiliare, mentre di 10 il dato è mancante. Cifre come sempre da brividi.

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