Massacrati di botte in strada, Giannuzzo: “Adesso abbiamo paura”. L’episodio è accaduto sabato 21 settembre intorno alle 18 a Crescentino.

Massacrati di botte in strada

«Un’auto si ferma in mezzo alla strada. Da questa scendono tre persone che noi conosciamo bene e ci aggrediscono».
Comincia così il racconto di Renzo Giannuzzo e di sua moglie Maria Rosa Soligo. Non è il trailer di un film d’azione, quelli che solitamente siamo abituati a vedere in televisione, ma è la vita reale. Un episodio accaduto nel pomeriggio di sabato 21 settembre.

Il racconto

«Nel pomeriggio eravamo già stati minacciati da queste persone – spiega il pensionato 65enne – tanto che avevamo dovuto chiamare i carabinieri. Poi, la questione era finita e intorno alle 18 io e mia moglie siamo usciti a piedi. Eravamo poco distanti dall’ingresso dell’asilo nido quando un’auto si è fermata. Da questa sono scesi un uomo e due donne. Non abbiamo avuto il tempo di reagire, di fare nulla. L’uomo mi ha sferrato cinque pugni.
Mentre venivo aggredito, mia moglie ha cercato di difendermi e anche lei è stata colpita al volto dall’aggressore. Ho cercato di prendere il cellulare per chiedere aiuto Ma, appena lo ho avuto in mano, mi è stato sottratto da una delle donne del gruppo, la quale lo ha lanciato lontano. Fortunatamente c’era una passante che, vedendo la scena, ha immediatamente chiamato i Carabinieri e ha cercato di aiutarmi dandomi dell’acqua.
Ero sanguinante, non riuscivo a capire nulla a causa dei colpi che ho ricevuto. Mia moglie, invece, aveva difficoltà alla vista. Siamo stati trasportati in ambulanza al Pronto Soccorso di Chivasso dove io ho trascorso la notte in osservazione a causa delle ferite che avevo riportato. Mia moglie, invece, nella nottata è stata dimessa e ha trascorso la notte da nostro figlio perché aveva timore a tornare a casa e trascorrere lì tutta la notte». Sono spaventati Giannuzzo e Soligo per quello che gli è accaduto, mai avrebbero pensato di essere aggrediti in quel modo.
«E’ vero che con gli aggressori abbiamo delle problematiche di cui si sta occupando il Tribunale – continua l’uomo – ma non credo che si risolva con la forza. Io ancora oggi non sto bene. Sono tornato in ospedale altre volte nei giorni scorsi perché ho continui giramenti di testa e disturbi. La notte, poi, non riusciamo a dormire.
Abbiamo paura che ci succeda qualcosa. Davanti agli occhi continuiamo ad avere l’immagini di quanto ci è accaduto.
Non nego di aver paura ad uscire di casa, ci guardiamo sempre attorno. Non ci sentiamo nemmeno più tranquilli in casa nostra. Addirittura non usciamo neanche più sul balcone, lasciamo la finestra chiusa per evitare ogni sorta di contattato».

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Giannuzzo: “Adesso abbiamo paura”

La coppia di pensionati, infatti, vive nel terrore. Da quel sabato non ha più avuto nessun contatto con i loro aggressori ma temono che quello che è accaduto quel pomeriggio in via Manzoni, a pochi passi da casa loro, riaccada.
E che la vicenda si chiuda non solo con dei traumi.
«Dopo aver denunciato il fatto alla stazione dei carabinieri di Crescentino – spiega Giannuzzo – ci siamo rivolti allo studio legale Mosca e Catellani in modo tale che ci tuteli in questa vicenda.
Naturalmente abbiamo segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine, anche i fatti pregressi, perché siano informati di tutto quello che accade».

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