Mette cavi e filo spinato in case non sue: intervengono gli agenti della polizia municipale.

Cavi e filo spinato in case non sue

Un uomo blinda case non sue. Attraversando Tonengo di Mazzè, lungo la provinciale che porta a Chivasso, è infatti impossibile non notare tre case. Sono edifici con i muri interamente coperti di scritte che indicano la «proprietà privata» di Giuseppe Mensa. Lui risiede in una di esse. Ci sono cartelli, bandiere, cavi e filo spinato.

La situazione

Tutto legittimo, a casa propria, se non che almeno una delle case (a cui si aggiunge un vicino terreno) sia invece di proprietà della sorella e di una parente dell’uomo che, dopo anni e anni di discussioni, venerdì 9 marzo ha chiesto l’intervento della polizia municipale, e di un fabbro, per poter accedere all’immobile.
Si tratta di una vecchia cascina divisa in due parti che combaciano con le quote dell’eredità: una della sorella di Mensa, l’altra di una cugina.

L’intervento

L’intervento è iniziato intorno alle 9.30, quando la pattuglia della Polizia Municipale di Caluso si è fermata nei pressi dell’abitazione di via Garibaldi. Alla vista delle divise, Mensa ha subito telefonato al suo avvocato e ha chiesto l’aiuto dei carabinieri, intervenuti dalla caserma di Caluso.
Nel frattempo, un fabbro chiamato dalla cugina dell’uomo ha provveduto a forzare la serratura del cancello: una chiave è stata poi ovviamente consegnata alla sorella di Mensa.