“Nero di m…” a un avversario: la società lo sospende. Gli insulti a un avversario lanciati da un giovane, classe 2006, tesserato per il Gassino San Raffaele.

“Nero di m…”

Così ha apostrofato un avversario del Chisola: «Nero di m…». Una gravissima frase che gli è costata la sospensione dalla società. I fatti risalgono ai giorni scorsi e hanno come teatro il campo sportivo di via San Marchese a Venaria nel contesto del Torneo Calcio&Coriandoli, organizzato dagli orange. Incrociano i tacchetti appunto Chisola e Gassino San Raffaele per la categoria Esordienti 2006. Nel Chisola gioca un giovanotto che ha la pelle troppo scura per il suo diretto avversario, che lo insulta fino a quando riceve lui stesso uno spintone violento. L’arbitro giustamente espelle il giocatore della squadra di Vinovo ma quest’ultimo non ci sta a passare per la vittima sacrificale e resta sul campo deciso a fare valere le sue ragioni ed è lì che viene fuori il motivo della sua reazione: «Mi ha chiamato nero di m… per tutta la partita, non ci ho visto più».

Le scuse di tutti, tranne le sue

A fine partita i dirigenti del Gassino San Raffaele, i ragazzi ed i genitori di scusano. Quasi tutti. Resta fuori dal coro il papà del “piccolo campione” il quale in tribuna e con tutti i genitori ribadisce i concetti espressi dal figlio come se niente fosse. Storia triste che per fortuna si ferma in via San Marchese a Venaria, con la società rossoblù ora impegnata a muoversi nella stessa maniera con la quale si intervenne rapidamente due anni fa in occasione di un insulto razzista da parte di un proprio tesserato della categoria Allievi dalla tribuna, ad un ragazzo in campo al campo sportivo «Ettore Pastore» di Chivasso con la maglia biancorossa.

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Previsto un percorso con lo psicologo

Sarà previsto dunque un percorso di presa di coscienza di quanto di molto grave è accaduto sul campo di gioco e che non dovrà più accadere, per un giovane classe 2006 tesserato per il Gassino San Raffaele.  La coerenza in questo caso sembra proprio la via maestra dal momento che il Gassino San Raffaele ha intenzione di seguire lo stesso percorso intrapreso all’epoca. «Il trattamento è lo stesso, il ragazzino verrà sospeso e lo accompagneremo in un un percorso con lo psicologo proprio a Gassino presso il Centro Federale – dice il direttore generale della società rossoblù Pier Cesare Uras – da un bambino di 12 anni non mi aspetto di certo un atteggiamento del genere, non è farina del suo sacco e fare finta di niente vorrebbe dire avallare un tipo di comportamento non consono ai campi da calcio. Siamo coerenti con la nostra linea e la sospensione dell’attività in questi casi è la regola. Spiace che succedano queste cose perché davvero in quel torneo, come in tutte le partite, non ci si giocava davvero niente se non un risultato sportivo».