Omicidio dei Murazzi: l’assassino non doveva essere libero. E’ questo l’ennesimo colpo di scena in questa vicenda già di per sé  tragica. Stefano Leo è stato ucciso da un uomo che doveva essere in carcere.

Omicidio dei Murazzi

Stefano Leo è stato ucciso da una persona che doveva essere in carcere. Un errore giudiziario, un ritardo nella trasmissione di alcuni documenti dalla Corte d’appello alla Procura presso il Tribunale avrebbe fatto sì che Said Mechaquat, l’uomo che ha ucciso a Torino Stefano Leo fosse a piede libero anziché in carcere. Infatti Said sarebbe dovuto essere in prigione perché era stato condannato con sentenza definitiva a 18 mesi di reclusione per maltrattamenti aggravati, lesioni e minacce nei confronti della sua ex compagna.

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Il ritardo

Quindi per un ritardo nella trasmissione degli atti con l’ordine di carcerazione Said era ancora libero. Se tutto l’iter giudiziario avesse funzionato Stefano, con molta probabilità, sarebbe ancora vivo. E invece la burocrazia ha portato a questo tragico epilogo.

L’indagine

Una situazione che ha quasi dell’incredibile,.Per fare chiarezza sulla vicenda è stata aperta un’indagine dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che ha inviato a Torino degli ispettori.

Le scuse

Il  presidente della Corte d’Appello di Torino, Edmondo Barelli Innocenti, interviene sul fatto che Said Mechaquat fosse ancora in libertà e chiede scusa alla famiglia di Stefano Leo, ma allo stesso tempo difende l’operato dei giudici.

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La violenza di  Said

Said Mechaquat a giugno 2016 era stato condannato ad un anno e sei mesi di carcere senza sospensione condizionale della pena. Era però libero in attesa dell’Appello. La compagna ha infatti vissuto anni di maltrattamenti, con percosse e minacce costanti. Numerose volte durante il periodo di convivenza la Polizia era intervenuta perchè chiamata dai vicini allarmati dalle urla. Dalla relazione tra i due giovani è nato un bambino, ma anche dopo la nascita del figlio la situazione non è migliorata. Anzi. La donna alla fine ha deciso di lasciarlo e rifarsi una vita.

 

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