Pronunciata pochi istanti fa la sentenza di condanna per l’assassino dell’omicidio Maurizio Gugliotta. Violenta la reazione dei figli.

Omicidio Maurizio Gugliotta, la condanna

E’ stata pronunciata dopo le 13,30 di oggi, mercoledì 20 marzo, la sentenza per il processo contro Khalid De Greata, il giovane profugo nigeriano imputato per l’omicidio del papà settimese di 51 anni ferito mortalmente a colpi di coltello il 15 ottobre 2017 tra le bancarelle del Suk di Torino. 12 anni la pena inflitta dal Giudice Stefano Vitelli che non ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi, poiché nel corso del procedimento non sarebbe stato possibile risalire e individuare il fattore scatenante dell’aggressione mortale. L’assassino, da ben due perizie, era stato ritenuto seminfermo di mente.

La violenta reazione dei figli

Insieme alla vedova Carmela Caruso, questa mattina alle 10, si sono presentati anche i tre figli di Gugliotta, Daniele, Alessio e Alessandro. La loro reazione, alla lettura della sentenza è stata particolarmente violenta. “Vergogna”, “Fai schifo”, “Senza cuore”, hanno urlato dai banchi dell’aula del Tribunale di Torino. Prima che uno dei tre figli urlasse in aula “Tra dodici anni lo ammazzo io”. Urla violente contro la sentenza che non ha tenuto conto della richiesta della pena dell’ergastolo che il Pubblico Ministero Gianfranco Colace, che sosteneva l’accusa in giudizio, aveva pronunciato al giudice.

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Lo sgomento dei familiari e degli amici

La condanna a 12 anni getta nello sgomento e nello sconforto le tante persone che dal 15 ottobre 2017 hanno circondato la famiglia di Maurizio Gugliotta, sostenendoli non solo nella tragedia ma anche nel corso del difficile procedimento giudiziario. Appena lunedì 18 marzo, ancora, proprio a Settimo si è svolta una fiaccolata per chiedere giustizia per Maurizio alla quale, dietro lo striscione “Non c’è pace senza giustizia” avevano partecipato oltre 200 persone.