Passeur tra Italia e Francia: sgominata un’organizzazione criminale. La banda è responsabile di migliaia di cittadini stranieri, soprattutto provenienti da Pakistan, Bangladesh e India.

Passeur tra Italia e Francia

Una task force internazionale ha sgominato, all’alba di ieri mattina, un’associazione criminale responsabile dell’ingresso illegale di migliaia di cittadini pakistani, indiani e bengalesi in diversi stati europei. Un sodalizio criminale divenuto ormai famoso tra i connazionali presenti in Italia e all’estero, al punto da ricevere richieste direttamente dai paesi di origine degli aspiranti viaggiatori. Inoltre, la banda di passeur aveva ramificazioni estese in Piemonte, in Lombardia, in Francia e in altri paesi europei.

Le indagini

Le indagini sono cominciate a seguito di alcuni accertamenti da parte della Squadra Mobile di Torino e dalla Polizia di Frontiera francese, con l’ausilio dell’Europol per la costituzione di una squadra investigativa comune tra l’Ufficio del Giudice Istruttore della Giurisdizione Interregionale Specializzata (JIRS) presso il Tribunale di Grande Istanza di Lione e la Procura della Repubblica di Torino.
Sono stati eseguiti 6 fermi di indiziato di delitto e dato esecuzione a 2 “Mandati di Arresto Europeo”, nelle province di Torino, Alessandria, Bergamo, Treviso e Trento. A Bergamo è stata scoperta una “Safe House” con all’interno 20 cittadini pachistani in procinto di partire per il nord Europa. A Torino, in via Carmagnola, invece, è stata trovata un’abitazione con 14 cittadini pachistani  in fase di trattazione per l’identificazione.
Decine di arresti di autisti ingaggiati dal gruppo sono stati effettuati in tutta Europa, in particolare in Italia, Francia e altri paesi europei. Si stima che, tra il 2018 ed il 2019, il gruppo sia riuscito a muovere oltre mille immigrati irregolari con profitti stimati intorno a un milione di euro.

Il modus operandi

Il modus operandi del gruppo era ormai consolidato: i clandestini giungevano in Italia già con istruzioni precise e conoscendo i numeri di telefono da contattare, rigorosamente tramite le applicazioni di Whatsapp o Imo. Stabilita la tariffa per la destinazione prescelta, i “clienti”, a cui veniva promesso un comodo passaggio in auto, venivano ammassati in appartamenti a disposizione del gruppo per il tempo necessario a reperire un veicolo su cui farli viaggiare ed un autista disposto a condurlo dietro compenso di qualche centinaio di euro.

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Raramente venivano utilizzate automobili; in tali casi, tuttavia, i viaggiatori venivano stipati persino nei vani portabagagli. Solitamente, invece, venivano impiegati furgoni merci presi a noleggio, su cui il gruppo riusciva a caricare decine di immigrati irregolari, alcuni minorenni. Il 19 novembre scorso, ad esempio, la Squadra Mobile di Torino, in collaborazione con la Polizia Stradale, ha fermato un furgone con ben 36 persone stipate nel vano merci di un Fiat Ducato, ognuno dei quali aveva pagato circa 500 euro per raggiungere la Francia e altri paesi europei.

A Torino

Inizialmente, nel 2018, il gruppo criminale aveva base a Torino, dove aveva allestito delle Safe House in via Cecchi e via Portula. Gruppo che si è reso anche protagonista di violente aggressioni e di un tentato omicidio. Il sodalizio, infatti, è molto temuto dai connazionali, a cui veniva imposto con la forza di non rivelare informazioni e addirittura di cancellare ogni eventuale traccia dai telefoni che potesse ricondurre ai membri del gruppo, ricorrendo a violenza e minacce che potevano avere come bersaglio persino le famiglie nei paesi di origine.
In seguito alla scoperta di diverse Safe House da parte della Squadra Mobile di Torino, a maggio, il gruppo aveva deciso di abbandonare la città ma non di interrompere la propria redditizia attività.
Grazie all’attività della Squadra Investigativa italo-francese e alla cooperazione del Settore di Polizia di Frontiera di Aosta e della Polizia Stradale di Torino, è stato scoperto che il gruppo aveva stabilito nuove Safe House a Serravalle Scrivia (AL) e a Seriate (BG), quest’oggi definitivamente smantellate con la cattura degli organizzatori del network criminale.

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