Come promesso il sindaco Claudio Castello ha bloccato l’introduzione dei piatti in melamina nelle mense scolastiche viste le perplessità emerse sulla sicurezza. L’introduzione di queste nuove stoviglie era stata decisa per ridurre di 8 tonnellate la plastica prodotta nelle mense scolastiche con piatti monouso.

Ritirati i piatti in melamina

L’amministrazione ha poi anche deciso di ritirare i piatti in melamina in dotazione presso i refettori delle scuole dell’infanzia e presso l’asilo nido comunale, sostituendoli temporaneamente con i piatti monouso di plastica. Nel frattempo sta valutando con la Ditta affidataria del servizio scelte alternative.
E non è escluso che si arrivi alla decisione di utilizzare i piatti in ceramica.

Castello scrive al Ministero

Nel frattempo il primo cittadino ha voluto però scrivere sia al Ministero per l’ambiente che all’assessorato regionale competente per spiegare quanto sta accadendo a Chivasso e per chiedere delucidazioni.
Pubblichiamo parte della lettera partita da palazzo Santa Chiara alla volta di Roma e di palazzo Lascaris a Torino.
Castello spiega alle autorità che la decisione di introdurre i piatti di melamina ha provocato una reazione avversa di molti genitori dei bambini iscritti al servizio mensa, che si sono opposti all’utilizzo di queste stoviglie, in mancanza di studi attendibili che ne garantiscano l’assenza di effetti negativi sulla salute umana.
Prosegue: «Essendo stato accusato di mettere a repentaglio la salute dei bambini, mi permetto di disturbarvi per chiedervi se le normative vigenti, che noi abbiamo applicato puntualmente, siano in grado o no di tutelare la Salute Pubblica e, più precisamente, se la melamina può essere utilizzata, osservando le relative prescrizioni sul corretto utilizzo (temperature ecc..), senza che ciò implichi pericoli per la salute dei nostri piccoli utenti».

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La decisione

Dice Castello: «Al di là delle possibili strumentalizzazioni politiche, avendo colto una sincera e comprensibile preoccupazione da parte di molti genitori, ho ritenuto di sospendere precauzionalmente l’uso di questi piatti in tutti i nostri refettori, anche in quelli dove erano già utilizzati da molti anni (asilo nido e scuole dell’infanzia statali).
Trattandosi di un servizio collettivo ed obbligatorio per il Comune, ci risulta particolarmente difficile poter applicare criteri di libera scelta da parte dei genitori, per cui abbiamo seri problemi a perseguire nella nostra decisione con notevoli inconvenienti sia nell’organizzazione del servizio che nei costi di gestione».