Si innamora di una ragazzina, lei lo rifiuta: le fa esplodere una «bomba» sul davanzale. E’ questo quanto avvenuto. I familiari della giovane esasperati si sono rivolti ai carabinieri.

Piazza una bomba

Valeria (nome di fantasia) è una bella ragazza di poco più di vent’anni, piena di amici e di voglia di divertirsi, come è giusto alla sua età.
La sua vita, però, è cambiata da quando ha incrociato i passi di Kevin Tumelero Acotto, classe 1997, residente a Mazzè, con cui ha condiviso qualche uscita in gruppo, con altri amici.
Nulla tra i due, forse solo uno sguardo, o qualche scambio di parole, che nella testa di Kevin si sono trasformate in ossessione.

L’incubo

L’incubo vissuto negli ultimi mesi da Valeria e dai sui famigliari è riassunto nelle nove pagine dell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Ivrea, Ombretta Vanini, e firmata lo scorso martedì 30 aprile.
Pochi giorni dopo alla porta di Kevin Tumelero Acotto si sono quindi presentati i carabinieri di Verolengo al comando del Maresciallo Bruno Enrico Ajelli, che hanno condotto le indagini con i colleghi di Caluso guidati dal Maresciallo Davide Trentin, e da allora il giovane è ai domiciliari. Una misura confermata anche dall’interrogatorio di garanzia che si è svolto lunedì 6 maggio, sempre ad Ivrea.

Le accuse

Raccolti tutti gli elementi forniti dai carabinieri della Compagnia di Chivasso, retta dal Capitano Luca Giacolla, il Gip eporediese ha tirato le fila di una vicenda che solo per caso non ha avuto tragici epiloghi.
Da una parte, infatti, la pioggia di messaggi inviata alla ragazza, al padre a un cugino, dall’altra l’episodio ben più grave avvenuto nella notte del 29 dicembre del 2018.

I fatti

Quella sera Valeria era stata, con amici, a una festa dei coscritti a Mazzè, e poco dopo essere rientrata a casa era stata svegliata da una violentissima esplosione che aveva mandato in frantumi il vetro della finestra del bagno degli ospiti, scardinando poi quella del suo bagno (non andata in mille pezzi solo perché antisfondamento) e provocando dei buchi sul muro. Danneggiata anche la griglia di un vespaio e piegata quella di areazione del vano caldaia. Rotto lo specchio stradale posto sulla recinzione dell’abitazione.

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La bomba carta

La causa, una bomba carta, dal peso ipotizzato di almeno 750 grammi, posizionata su un davanzale a pochi centimetri dai contatori del gas. Avrebbe potuto essere una strage, e non è un modo di dire.
A terra, la ragazza avrebbe poi trovato un adesivo fluorescente identico a quelli distribuiti poco prima alla festa dei coscritti, doveva aveva visto Kevin. Lo stesso, poco dopo l’esplosione, avrebbe mandato al padre di Valeria un messaggio con scritto «Madoi che botta»…
Meno di un mese dopo, poi, avrebbe seguito la ragazza mentre andava dai nonni in una frazione di Caluso, effettuando «plurime manovre di inversione e svolta per raggiungerla», e ogni volta che lei cercava di lasciarlo passare o allontanarlo la «minacciava e molestava in modo da cagionarle un perdurante e grave stato di ansia e paura, ingenerando un fondato timore per l’incolumità propria e dei propri famigliari e costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, e in particolare a non uscire di casa la sera da sola se non accompagnata e a farsi aspettare al rientro dal lavoro dai genitori».
Una situazione davvero assurda, soprattutto vista l’età dei protagonisti.