Picchia l’ex fidanzata in un supermercato di Chivasso. L’uomo è partito da Novara per aggredire la donna che amava.

Picchia l’ex fidanzata in un supermercato

Da Novara a Chivasso ci sono 76 chilometri, poco meno di un’ora viaggiando sull’autostrada e una manciata di minuti in più se si sceglie di attraversare Vercelli.
Non sappiamo quale percorso, la scorsa settimana, abbia scelto Mario, 57 anni, residente appunto a Novara, ma possiamo immaginare con che rabbia si sia messo in macchina deciso ad incontrare la sua ex, di poco più giovane, infermiera all’ospedale di Chivasso.
L’ha cercata a casa e poi ha battuto palmo a palmo la città fino a quando non ha trovato la sua macchina parcheggiata nei pressi del negozio che frequenta abitualmente, in via Caduti per la Libertà. Entrato in negozio, l’ha affrontata muso duro, spintonata e poi colpita con uno schiaffo. Forte, tanto da lasciarle l’impronta della mano sulla guancia.
La donna è uscita dal negozio così, con la propria mano sulla guancia a coprire il rossore, e così l’ha vista il suo nuovo compagno, a cui Mario (ancor fuori di sé) avrebbe teso la mano per presentarsi.

La chiamata ai carabinieri

Mano subito afferrata dall’uomo, che dopo aver chiesto alla compagna cosa fosse successo ha iniziato a picchiare Mario fino all’arrivo dei carabinieri di Chivasso, coordinati dal Maresciallo Riccardo Romanin.
I militari hanno raccolto le testimonianze dei presenti e subito applicato il «Codice rosso», provvedimento da poco diventato legge che istituisce una «corsia preferenziale» per i casi di stalking e violenza sulle donne.
L’infermiera ha subito sporto querela nei confronti di Mario.

Il Codice Rosso

Come detto, il «Codice Rosso» accelera l’iter dei procedimenti penali contro la violenza di genere: la polizia giudiziaria dovrà comunicare al Pubblico Ministero le notizie di reato relative a maltrattamenti, violenza sessuale o lesioni aggravate in famiglia e la vittima dovrà essere sentita dal Pm entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato.
Seconda novità: l’introduzione del cosiddetto braccialetto elettronico. Gli uomini colpiti da un ordine di allontanamento e divieto di avvicinamento dovranno indossare il braccialetto e, in caso di violazione della misura cautelare, si rischia la reclusione fino a 2 anni.
In materia di maltrattamenti la reclusione passa dagli originari 2 – 6 anni agli attuali da 3 a 7 anni, aumentabile fino alla metà se la violenza è avvenuta in presenza o a danno di persona minore, disabile o di donna gravida.
Circa la violenza sessuale, le pene salgono dai precedenti 5-10 anni agli attuali 6-12 anni. Se è violenza di gruppo la pena è fino a 14 anni. In caso di vittime minori la pena massima é 24 anni di carcere.
Aumento di pena anche per il reato di stalking per cui è prevista la reclusione da un minimo di 1 anno ad un massimo di 6 anni e 6 mesi.
Si introducono anche reati nuovi: lo sfregio e il revenge porn.
Nel primo caso chi aggredisce una persona con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto rischia il carcere da 8 a 14 anni.
Nel secondo caso chi invia, cede, pubblica o diffonde foto o video a sfondo sessuale di una persona senza il suo consenso, é punito col carcere da 1 a 6 anni e con la multa da cinque a 15 mila euro.

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