Presi i vandali che hanno scritto sui muri della chiesa e del cimitero. Le scritte erano state fatto una ventina di giorni fa a Cavagnolo.

Presi i vandali che hanno scritto sui muri

Sono stati presi i vandali che hanno scritto sui muri della chiesa di San Secondo di Cavagnolo del cimitero e della storica scalinata.
Scritte volgari e anche alcuni segni satanici.
Intorno alle 21 di lunedì 22 luglio era stata fatta la scoperta.
Sul luogo erano subito giunti il parroco, don Desirée e il sindaco di Cavagnolo Andrea Gavazza.

Le denunce

Vista la situazione erano stati immediatamente contattati i carabinieri che coordinati dal Maresciallo Sabino Massa avevano subito avviato le indagini per dare un nome e un volto ai vandali che avevano colpito il cuore di questa piccola realtà collinare.
La notizia aveva fatto in poche ore il giro del paese. Indignazione e rabbia erano i sentimenti che primeggiavano.
Prima don Desirée e poi il sindaco avevano sporto denuncia per questi atti di vandalismo.
Infatti, le strutture interessate erano sia di proprietà del Comune che della Chiesa.

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La svolta

Poi finalmente venerdì 2 agosto si è giunti ad una svolta: «Dopo aver compreso il loro errore e a seguito dell’indagine condotta dai Carabinieri, i ragazzi che hanno imbrattato i muri della Chiesa vecchia e del cimitero mi hanno contattato e venerdì 2 agosto sono venuti in Municipio.
Si sono scusati e li abbiamo visti sinceramente affranti.
La consapevolezza è la prima svolta del loro percorso, la più importante, che li riconcilia con la comunità.
Ovviamente questo non evita la sanzione: pagheranno la multa prevista e ora si daranno da fare per cancellare le scritte, con olio di gomito e spazzole di ferro: “il rimorso non evita la punizione, ma la punizione cancella ogni colpa”».
E’ questo il messaggio che il primo cittadino cavagnolese ha diffuso venerdì mattina subito dopo aver ricevuto gli autori del gesto. I colpevoli delle scritte sono stati quindi scoperti e si dedicheranno alla pulizia dei luoghi che loro stessi hanno imbrattato con la vernice.
Una punizione esemplare che deve far comprendere quanto sia importante aver rispetto per i beni comuni, per quegli edifici che rappresentato un grande valore da tutti i punti di vista per la collettività.