L’arma del delitto, una pistola calibro 6,35, è stata ripescata nelle acque del Po.

L’arma del delitto Prinzi era nel Po

E’ stata ripescata dalle acque del fiume Po la pistola utilizzata per il delitto di Umberto Prinzi, trovato senza vita nei pressi di Moncalieri lo scorso 14 dicembre. Il ritrovamento è avvenuto nelle acque del fiume all’altezza del Parco del Valentino ed è stato proprio uno dei due fermati a indicare agli investigatori il punto in cui i due si erano disfatti della pistola. Si tratta di una pistola Vittoria, calibro 6,35, con matricola abrasa e dotata di un silenziatore.

L’omicidio

Il caso dell’omicidio è stato risolto nelle scorse settimane, dopo un lungo lavoro degli inquirenti del Comando Provinciale dell’Arma che hanno scandagliato la vita dell’uomo a caccia di elementi e indizi utili a risalire alle circostanze della sua morte. La svolta era arrivata nei giorni scorsi quando i militari hanno fermato i due uomini accusati dell’omicidio. Prima ancora, nei primi giorni di marzo, era stata ritrovata la sua auto.

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Gli arrestati

A finire in manette, con l’accusa di essere responsabili dell’omicidio di Umberto Prinzi, erano stati Nicola Termite e Antonio Serra. Sono loro i due fermati e sospettati di aver commesso l’omicidio dell’uomo.

La vittima

Umberto Prinzi era già noto alle cronache torinesi. Il suo nome, infatti, era legato all’omicidio della trans Valentina uccisa nel 1995. Era uscito nel 2017 dal carcere e, di fatto, aveva iniziato a costruirsi una nuova vita.