Vi rubano le chiavi di casa dalle auto e ve le svuotano mentre fate la spesa al centro commerciale Bennet di Chivasso. Sono stati fermati dai carabinieri.

Vi rubano le chiavi di casa dalle auto e ve le svuotano

Qualche giorno fa, a Latina, la Polizia aveva sgominato una banda specializzata in furti nelle abitazioni mentre i proprietari erano a teatro o al ristorante. Agivano a colpo sicuro con un sistema semplice quanto banale: partendo dalla targa, consultavano la banca dati del Pra ottenendo così l’esatto indirizzo di residenza. A Chivasso, invece, i due nomadi sinti arrestati sabato 23 febbraio dai carabinieri del Capitano Luca Giacolla non spendevano nemmeno i soldi della visura: appostati nel parcheggio del centro commerciale «Bennet», aprivano le auto con degli speciali grimaldelli cercando le chiavi di casa nel portaoggetti (c’è poco da dire, tutti le lasciano lì) leggendo gli indirizzi direttamente dal libretto custodito nel portaoggetti.

I fatti

Venerdì 22 arriva in caserma la notizia di strani personaggi che si spostano all’interno del piazzale a bordo di un Nissan Juke di colore bianco, la cui targa risulta clonata. Sulle loro tracce si mettono gli uomini del Nucleo Radiomobile, coordinati dal Maresciallo Fabio Errica, che 24 ore dopo, anche grazie all’acume di un militare libero dal servizio, bloccano il Suv.
A bordo due nomadi sinti (Massimiliano De Glaudi, 51 anni, e Nicolas Jussi, 30, suocero e genero), residenti a Torino in strada della Barberina, una traversa della provinciale per Cuorgnè (zona Falchera). Uno di loro aveva da poco forzato il nottolino di una Fiat 500 rovistando al suo interno.
Nel vano airbag, i due avevano creato un nascondiglio in grado di contenere quattro sacchetti contenenti monili (quasi sicuramente provento di furto), duecento chiavi di abitazioni, quaranta telecomandi per cancelli elettrici, venti telecomandi per sbloccare antifurti di case, radio ricetrasmittenti, grimaldelli modificati per aprire praticamente ogni tipo di vettura e quattro bombolette di spray al peperoncino.

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L’arresto

L’operazione si è chiusa con tre arresti e altrettante denunce: marito, moglie e genero sono finiti in carcere a disposizione della Procura, mentre le tre figlie (tra cui la moglie dell’arrestato) sono state denunciate.

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