Le indagini della Tenenza hanno sgominato la banda di ricettatori dell’oro rosso

Un giro d’affari da 200 mila euro al mese. E’ questa la cifra a cui ammonta, secondo gli investigatori, il volume della rendita del rame rubato che veniva smistato all’interno della Nuova Melchionna di via Emilia, nel cuore della zona industriale Pescarito a San Mauro.

Una vera e propria “centrale” di smistamento dove i furgoni e le autovetture che trasportavano “oro rosso” appena trafugato nei territori di tutta la provincia di Torino arrivavano ed entravano in pochissimi istanti. Il cancello dell’azienda veniva aperto per pochissimi secondi, giusto il tempo di permettere all’automezzo di entrare, e richiuso frettolosamente. Tutto avveniva in momenti particolari della giornata, quando non c’era flusso di pubblico esterno e in un’area non raggiungibile del capannone. Sono questi due degli elementi che hanno insospettito i militari della Tenenza di Settimo che hanno tenuto sotto controllo l’azienda per settimane, filmando tutti i movimenti “sospetti” intorno e dentro allo stabilimento del Pescarito. Al momento del blitz nelle abitazioni delle persone colpite da misura cautelare, sono in tutto 12 i soggetti finiti nella rete dell’Arma, i carabinieri hanno trovato e sequestrato anche 33mila Euro in contanti, in banconote da tagli “comuni”. Secondo le indagini quello era il denaro che serviva, ai vertici dell’azienda, per pagare i ladri di rame per l’oro rosso appena trafugato e portato a lavorare.

Leggi anche:  Si finge suora per sfuggire all’arresto

Una volta ottenuto il metallo dai “corrieri”, il rame veniva poi consegnato ad altre tre società analoghe. Il loro compito era quello di trattarlo ulteriormente, renderlo non riconducibile ad attività illecita, e rivenderlo poi sul mercato legale.

Quello dei furti di rame, in generale, è un fenomeno che colpisce ogni territorio. Nella specie il nostro, ricco di stabilimenti industriali (anche in abbandono), continua ad essere una facile preda per i “Signori dell’oro rosso”. Alcuni furti, negli ultimi mesi, si sono registrati anche sulla linea ferroviaria Torino-Milano dell’Alta Velocità e sul territorio cittadino: basti pensare ai quasi 7 chilometri di cavi elettrici rubati dagli impianti di illuminazione di Settimo.