Schiaffi e pugni al nonno vigile. La vicenda è accaduta nei giorni scorsi davanti alla scuola materna Bambi di Chivasso.

Botte al nonno vigile

Matteo è un «nonno vigile», un componente attivo della squadra di uomini e donne che ogni giorno vigila sull’incolumità degli studenti che frequentano le scuole chivassesi.
Un lavoro che visto da fuori sembra banale, ma basta rimanere anche solo dieci minuti accanto a uno qualsiasi dei «nonni» per capire come la realtà sia ben diversa.

I fatti

Venerdì 21 dicembre, intorno alle 15.30, come tutti i giorni Matteo è davanti alla materna «Bambi» di viale Cavour.
«C’era una macchina – racconta – una monovolume Fiat, parcheggiata negli spazi dell’autobus, che stava arrivando proprio in quel momento. Ho chiesto ad alcune mamme se sapessero di chi fosse, ma ho ottenuto solo alzate di spalle. Mi sono voltato e ho visto un uomo che stava caricando nel baule dei tappetini arrotolati, di quelli che si usano in palestra. Gli ho chiesto di spostare l’auto, il bus ormai era alle mie spalle, e lui ha risposto “Sono dell’asilo e faccio quello che voglio”. Ho provato a ripetere la necessità di lasciare libero il parcheggio e lui ha iniziato ad urlare “Ti ammazzo di botte”. Poi mi ha spinto, non sono caduto solo grazie alla transenna, mi ha colpito di nuovo e quando sono finito a terra mi ha preso a pugni in testa e sulla guancia. Poi se ne è andato, senza che nessuno dei presenti (tranne un nonno, che ringrazio) abbia mosso un dito per difendermi».

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In ospedale

Dopo aver informato il suo responsabile Davide Bosco (Matteo è anche un volontario dell’Erv), il nonno vigile è poi andato al pronto soccorso di Chivasso, dove è stato raggiunto da due agenti della municipale prima di essere visitato e dimesso con otto giorni di prognosi salvo complicazioni.
Sabato pomeriggio è stato sentito negli uffici di via Siccardi, e presenterà querela per lesioni, minacce e chiederà al giudice di valutare se ci siano gli estremi per «interruzione di pubblico servizio», di cui Matteo è, appunto, «incaricato».

L’aggressore

In caserma anche l’automobilista, identificato grazie al numero di targa: «So che mi ha chiesto scusa – chiude Matteo – ma ormai è tardi. Ci vedremo davanti a un giudice». L’automobilista, classe 1971, avrebbe invece dichiarato alla polizia municipale di essere stato aggredito dal nonno vigile e di aver reagito di conseguenza.