Scoperto covo dei truffatori al campo nomadi a Torrazza Piemonte, lungo la provinciale che porta a Saluggia. Sei i denunciati.

Scoperto covo dei truffatori

Erano lì, da sempre, senza che nessuno si sia mai chiesto se quelle case (spuntate come funghi nel campo nomadi di Torrazza, lungo la strada per Saluggia) fossero autorizzate o meno, o anche solo come i Sinti che vi abitano da decenni potessero pensare di smaltire quelle tonnellate di rifiuti sparse sia su terreni comunali che su appezzamenti privati, di fatto «vietati» ai legittimi proprietari.
Una situazione di illegalità a cui, nella giornata di venerdì 9 agosto, è stato posto un primo freno da parte dei carabinieri della Stazione di Leinì, guidati dal Luogotenente Ivan Pira, con la collaborazione dei colleghi di Verolengo, al comando del Maresciallo Bruno Enrico Ajelli, e del Nucleo Cinofili di Volpiano.
Un intervento che ha dato i suoi frutti, e che ha permesso ai militari di denunciare sei persone per svariati reati anche diversi da quelli previsti.
Il servizio, infatti, era inizialmente finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio, in particolare le truffe a danno di anziani ed i furti in abitazione. Ma non appena entrati nel campo, militari hanno accertato (con ausilio dell’Ufficio Tecnico del Comune di Torrazza Piemonte) come fossero stati realizzati ben 13 manufatti, adibiti ad abitazioni, magazzini e servizi igienici, senza alcuna autorizzazione urbanistica.
Durante le perquisizioni, poi (oltre a un ciclomotore rubato in Provincia di Milano nel 2013) i carabinieri hanno ritrovato (occultato dentro una lavatrice) il classico «kit» delle truffe agli anziani. Nel dettaglio, otto targhe di autovetture contraffatte e loghi della «Regione Piemonte» e della «Smat» da applicare alle vetture «pulite».
E ancora, 24 munizioni calibro 7.65 e due calibro 22.

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Una discarica abusiva

Inoltre, in un terreno agricolo adiacente al campo nomadi, gli stessi avevano realizzato una discarica abusiva di 200 metri quadrati composta da rifiuti pericolosi di ogni genere e 21 fusti di sostanza oleosa, che ha costretto i militari a chiedere l’appoggio di personale ARPA Piemonte per i campionamenti e la messa in sicurezza dell’area.
I corpi di reato e la discarica sono stati sottoposti a sequestro penale a disposizione della Procura della Repubblica di Ivrea.

I denunciati

Nei guai, per abuso edilizio in concorso e gestione di rifiuti non autorizzata, sono finiti Gabriella Riviera, 64 anni, Giovanni Boggio, 64, Giuditta Sacco, 40, Angelo Succo, 61, e Rosa De Glaudi, 43. Per loro, denuncia a piede libero.
Per ricettazione, contraffazione delle impronte di pubblica autenticazione o certificazione e detenzione abusiva di armi e munizioni (tutto in concorso) sono stati invece denunciati Angelo Succo e sua moglie Elvira Sacco, 59 anni.
La discarica, come detto, è stata posta sotto sequestro in attesa delle opere di bonifica, che stando ad una prima stima potrebbero ammontare a decine e decine di migliaia di euro.
Un passo necessario, però, per arrivare alla restituzione dei terreni ai legittimi proprietari, in attesa che il Comune (nella persona del sindaco Massimo Rozzino) metta in campo tutte le misure necessarie al mantenere la legalità in quella fetta di paese.

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