Ancora forte a Settimo il dolore per la tragedia di Ferragosto, scout in lutto ricordano l’amica di 22 anni.

Il dolore dopo la tragedia

E’ ancora forte, a Settimo, il senso di tristezza per la morte di Francesca Melis, 22 anni, scomparsa il giorno di Ferragosto insieme a suo zio Davide Tonni. Un incidente drammatico avvenuto in una giornata di festa, mentre insieme si trovavano a bordo di un quad uscito di strada e precipitato in una bealera nelle campagne di Leini.

Una folla ai funerali

Ai funerali di Francesca e Davide c’era una folla immensa di persone sconvolte per la tragedia. Tra loro, insieme ad amici e familiari, c’erano anche gli scout del gruppo Settimo 1 di cui la giovane settimese faceva parte ormai da molti anni.

Il ricordo degli scout

Amiche e amici del gruppo scout settimese hanno voluto ricordare Francesca sia durante la celebrazione delle esequie, sia con una lettera pubblicata martedì 21 su La Nuova Periferia. Parole commosse e sentite per ricordare a tutti quanto la ragazza sia stata importante per la sua comunità.

La lettera

Vivi senza paura.

Leggendo questa frase è impossibile non pensare a Francesca: una ragazza piena di coraggio, che amava la vita in ogni suo aspetto e che si lasciava contaminare dall’amore che riceveva e che in cambio donava.
Nonostante la giovane età e i numerosi impegni universitari riusciva sempre a trovare tempo da dedicare agli altri: dai bambini che rallegrava col suo naso rosso presso l’associazione del Clown VIP di Chivasso ai lupetti e ragazzi scout di Settimo, con cui ha trascorso gli ultimi sei anni e grazie ai quali ha potuto vivere esperienze indimenticabili, formarsi e prestando servizio come capo Reparto, coronando uno dei suoi più grandi desideri: diventare un esempio da seguire.

Ma questo Fra lo è sempre stata.

Si metteva costantemente alla prova, cercava di abbattere tutti i suoi limiti e ce l’ha sempre fatta: aveva già sconfitto qualche anno fa un male più grande di lei e ora avrebbe avuto tutto il diritto di godersi la rivincita.
Il diritto di laurearsi tra poco meno di un anno, il diritto di poter intraprendere il cammino di Santiago, uno dei suoi più recenti desideri, il diritto di poter andare in Africa per volontariato: il diritto di illuminare la vita di chi la amava.

Una vita stroncata agli inizi di una bellissima fioritura.

Ma per chi le è sempre stato vicino e ha condiviso con lei i numerosi momenti della sua vita sa che la sua vicinanza è stata un dono: un’amicizia come quella che solo Francesca sapeva dare, la si può trovare soltanto nei romanzi o nei film d’avventura, perché talmente genuina e incontaminata da sembrare irreale.
Con la sua prematura scomparsa si è spenta una luce che illumina il cammino a chi ha smarrito la propria via.
La sua vita sarebbe stata dedicata completamente agli amici, ai familiari , tra cui il padre, la madre e il fratello Enrico che tanto amava, e a chi ne avesse avuto bisogno: lei starebbe stata li, col suo sorriso contagioso, “pronta a servire”.
La sua assenza è un vuoto incolmabile, ma il bene che ha fatto rimarrà sempre impresso nell’anima di chi amava e sarà immortale.