Oggi, martedì 16 aprile, in scena il secondo giorno consecutivo di ricerche del corpo della scomparsa Samira Sbiaa.

Secondo giorno di ricerche

E’ iniziata intorno alle 8,30 la seconda giornata di ricerche dei resti di Samira Sbiaa, la giovane donna marocchina scomparsa nel 2002 che viveva nell’abitazione di via Petrarca 12, a Settimo. Dopo l’attività preparatoria di ieri, nel corso della quale gli operai hanno sgombrato il cortile della casa dell’ex marito Salvatore Caruso, i militari della Tenenza di Settimo e della Compagnia di Chivasso e gli operai sono tornati in azione questa mattina. L’attività punta a ripulire da ogni ingombro l’area esterna e interna della palazzina a pochi metri dal centro storico settimese.

Il materiale asportato dal cortile

All’interno del cortile di Salvatore Caruso, ormai da anni, erano stati accatastati materiali di ogni genere. Gli operai intervenuti questa mattina, infatti, stanno rimuovendo una grandissima quantità di masserizie, di mattoni e altri oggetti che invadevano l’area esterna della palazzina di via Petrarca. Un lavoro lungo e faticoso che è iniziato questa mattina dopo il via alle operazioni guidate dai carabinieri. L’uomo, che continua ad abitare la palazzina, posta in parte sotto sequestro dalla Procura di Ivrea, resta indagato con l’ipotesi di reato di omicidio volontario.

Impiegato uno speciale Georadar

Una volta terminate le operazioni di pulizia dell’area, gli investigatori del reparto scientifico dell’Arma dei carabinieri procederanno con ulteriori rilievi tecnici. Si tratta, in particolare, di quelli che prevedono l’utilizzo di uno speciale Georadar. Un’apparecchiatura sofisticata, arrivata a Settimo da Roma, e che in passato è stata utilizzata anche nel corso di importanti e delicate indagini nazionali, come nel caso del delitto di Yara Gambirasio.

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Come funziona il Georadar

E’ un’apparecchiatura particolarmente sofisticata che, grazie alla propagazione di impulsi elettromagnetici sulla superficie su cui viene impiegato, consente di “intercettare” eventuali oggetti che sono stati nascosti nel terreno o al di sotto di superfici di altro materiale, cemento compreso. In caso di presenza di oggetti, le onde elettromagnetiche vengono “rilanciate” verso l’alto, raccolte da un particolare computer che, grazie a tecnologie all’avanguardia, riescono a elaborare una vera e propria  immagine, in 2D o, addirittura, in 3D.

L’intervento del nucleo cinofili dell’Arma

In via Petrarca sono tornati anche Aska e Simba, i due particolarissimi cani del nucleo cinofili dell’Arma dei carabinieri di Bologna, addestrati proprio per fiutare eventuali tracce di resti umani. I due esemplari, di 8 e 10 anni, erano già stati impiegati a Settimo nel corso della prima imponente perquisizione a casa di Caruso. Erano stati proprio loro, infatti, a rilevare una “traccia positiva” che, nel corso dei successivi accertamenti scientifici, anche con il luminol, aveva però dato esito negativo. Nel corso dell’attività di indagine di oggi, martedì 16 aprile, i due cani dell’Arma sono pronti a entrare in azione e a perlustrare la zona a caccia di eventuali altre tracce.

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