Senzatetto vive in una baracca degli orti urbani lungo la sponda destra del Canale Cavour, a poche decine di metri dall’ex centrale Enel a Chivasso.

Senzatetto vive in una baracca

Venerdì 30 agosto, nel tardo pomeriggio, la situazione è precipitata agli orti urbani di Chivasso quando «qualcuno» ha dato alle fiamme un cumulo di rifiuti a ridosso degli orti, una situazione di grave pericolo (anche alla luce delle sterpaglie) che si è risolta solo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Chivasso.
Il sopralluogo, però, ha permesso di scoprire anche un’altra problematica, legata ad un assegnatario che ha trasformato il deposito per gli attrezzi presente in ogni lotto nella propria casa .
Sì, la sua casa, dove dorme, mangia e vive pur senza energia elettrica, acqua corrente e bagno. Condizioni igieniche disastrose, una situazione non diversa da quella di chi ha occupato abusivamente il Ferrotel di via Ceresa o lo stabile abbandonato di vicolo Cavalcavia, recentemente oggetto di un’ordinanza di Palazzo Santa Chiara.
«Non capiamo – ci spiegano alcuni i suoi vicini – come il Comune non abbia immaginato che affidando un lotto ad un senzatetto questo lo avrebbe usato per viverci. Per carità, meglio che dormire su una panchina al parco, ma non pensiamo che sia una soluzione dignitosa».

Il degrado

Da «fiore all’occhiello» a «problema» della città il passo è breve, ed è proprio quello che sta accadendo agli orti urbani che da una decina d’anni hanno cambiato il volto della sponda destra del Canale Cavour, a poche decine di metri dall’ex centrale Enel.
Da tempo segnaliamo lo stato d’abbandono in cui versano molti lotti, una situazione che non si è risolta nemmeno con il cambio degli assegnatari. Arrivano, piantano qualche pomodoro e poi si «dimenticano» degli orti che ben presto vengono completamente avvolti dalle erbacce.
E la situazione generale non è assolutamente migliore, con alberi e sterpaglie che hanno ormai invaso la carreggiata e le tre strutture realizzate dall’ex sindaco Bruno Matola (bagni e club house) in pratica mai utilizzate. Ancora senza una destinazione anche l’orto didattico, così come il grande parcheggio è di fatto null’altro che una discarica a cielo aperto.
Vi è poi la questione dei furti, continui e già segnalati ai carabinieri della Compagnia di Chivasso (che senza telecamere possono però fare ben poco) sia di prodotti agricoli che di attrezzatura.

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