I militanti di Casapound Torino protagonisti dell’affissione di un nuovo striscione a Venaria.

Blitz Casapound a Venaria

E’ una “storia” già vista e già annunciata. Ormai tra Casapound Torino (e provincia) e l’Amministrazione comunale di Venaria è guerra aperta. L’ultimo episodio è quello che riguarda la deposizione, da parte dei militanti del gruppo di estrema destra, di fiori all’interno del cimitero comunale in occasione dell’anniversario della marcia su Roma.

Le rose rosse per i repubblichini

I militanti di Casapound Torino hanno, infatti, deposto alcune rose rosse in ricordo dei caduti della Repubblica Sociale Italiana. Lo hanno fatto proprio in occasione dell’anniversario della marcia su Roma. Corrispondenza storica che non è affatto piaciuta all’Amministrazione comunale venariese che, nella persona del sindaco Roberto Falcone, ha “sfidato” il gesto con la rimozione dei fiori dopo un sopralluogo effettuato di persona al cimitero venariese.

“Sindaco dimettiti”

Nella notte i militanti di Casapound Torino sono tornati a Venaria. Rubi i fiori, cancelli i commenti: Sindaco Falcone, dimettiti!”: recita così lo striscione che i militanti di CasaPound hanno affisso la scorsa notte nei pressi del municipio. Il riferimento, ovviamente, è proprio al caso descritto sopra. “Il provvedimento, ostentato sul profilo Facebook del sindaco pentastellato, aveva suscitato un moto di indignazione espressa attraverso i numerosi commenti di biasimo che Falcone ha provveduto a cancellare”, scrive Casapound in una nota.

Il commento dei militanti

“Abbiamo affisso questo striscione per evidenziare la disonestà di un comportamento indegno della carica istituzionale che Falcone riveste”, spiega Gaetano Cuttaia, referente di CasaPound per Venaria. “A Venaria assistiamo quotidianamente al degrado della nostra città: aggressioni nei parchi, strade dissestate, spazi lasciati all’abbandono, il soffitto della Scuola De Amicis che cade a pezzi. Ma evidentemente, invece di risolvere i problemi che ci affliggono, la priorità di questo sindaco è quella di rubare fiori ai morti, in nome di un antifascismo di cui si fa paladino.” “Falcone è un degno rappresentante del Movimento Cinquestelle, un partito che si sta rivelando per quello che è: il braccio istituzionale di antagonisti, Anpi e balordi dei centri sociali”, tuona Matteo Rossino, responsabile torinese del movimento della tartaruga frecciata. “Questi cultori dell’antifascismo sono arrivati a oltraggiare con gesti meschini la memoria dei morti, pur di esprimere la loro ossessione patologica per il fascismo: in fin dei conti, sono loro i veri nostalgici.”

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