Tenta di violentare la vicina: è accaduto a Chivasso. E’ arrivata la condanna nei confronti di un ventiseienne residente a Chivasso accusato dei reati di violenza sessuale, atti persecutori (reato ormai noto al grande pubblico con il termine inglese «stalking») e violazione di domicilio: un anno e dieci mesi di reclusione.

Tenta di violentare la vicina

E’ stata emessa la sentenza per l’uomo che tenta di violentare la vicina di casa. La sentenza di primo grado è stata emessa nella giornata di giovedì 20 dicembre dal giudice Elena Stoppini del Tribunale di Ivrea.

La condanna

Una condanna superiore alla pena richiesta durante la discussione dal Pubblico Ministero Lea Lamonaca, che aveva proposto per l’imputato la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione: le motivazioni sono attese entro trenta giorni.

I fatti

La vittima è una chivassese di quarantasette anni, all’epoca della vicenda vicina di casa dell’imputato e rappresentata in aula dall’avvocato Filippo Amoroso, che si è vista riconoscere anche un risarcimento del valore di 8 mila euro. I fatti oggetto del processo sono avvenuti proprio nella cittadina di Chivasso nel corso del 2016. I due avevano avuto una relazione sentimentale che era durata però solo pochi mesi e si era interrotta proprio in quell’anno. Fin qui, la storia sembra una normale conclusione di un rapporto tra due persone, ma la vicenda è arrivata fino all’aula di un’udienza penale.

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La fine della relazione

Già, perché l’imputato non avrebbe accettato la conclusione della loro relazione e avrebbe iniziato a recarsi sempre più spesso e a qualsiasi orario nell’appartamento della donna. La vittima avrebbe dunque cambiato le proprie abitudini, in modo da essere meno prevedibile e cercare così di sfuggire all’uomo. Ma senza successo.

La denuncia

In un caso, l’episodio più grave tra quelli contestati al chivassese, l’imputato sarebbe entrato nell’appartamento della donna e avrebbe tentato di stuprarla ma, fortunatamente, la vittima era riuscita ad opporsi. Solo a questo punto, avrebbe trovato il coraggio per denunciare alle autorità l’uomo, comparso poi davanti al giudice.
L’avvocato difensore dell’imputato, il legale Paolo Maisto del foro di Ivrea, ha espresso però l’intenzione di ricorrere in appello. La vicenda, dunque, potrebbe non essersi chiusa qui.

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