Traffico internazionale di droga: era trasportata su mezzi da lavoro. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Genova. Arrestate 15 persone, due tonnellate di sostanze stupefacenti sequestrate.

Sodalizi criminali perfettamente organizzati

Per far entrare la droga in Italia dal Marocco, due gruppi criminali – uno in Italia e un altro in Spagna – avevano messo a punto in sistema perfezionato in ogni dettaglio. Pur agendo separatamente, infatti, erano costantemente interconnessi in caso di necessità, garantendo quindi una gestione delle attività illecite al meglio.

Come agivano

I due gruppi utilizzavano autoarticolati per il trasporto di agrumi  o altri veicoli appositamente trasformati in mezzi da lavoro, da cantiere stradale, in modo da poter eludere i controlli. In alcuni casi avevano perfino utilizzato targhe rubate in Francia. Tra i vari veicoli, anche un Piaggio Porter – da cui deriva poi il nome dell’operazione “Prêt à porter” – che veniva utilizzato per occultare la merce grazie a un doppio fondo azionabile tramite congegno idraulico. I veicoli, fatti condurre a membri delle organizzazioni o a soggetti terzi reclutati su compenso, entravano in Italia attraverso la frontiera di Ventimiglia o transitando per i valichi di montagna del Piemonte (Monginevro e Frejus). A seconda del ruolo ricoperto nelle singole importazioni, delle relative responsabilità e dei conseguenti rischi, i singoli sodali ricevevano un compenso oscillante tra i 1.000 ed i 2.500 euro a tratta.

Traffico internazionale di droga

L’attività investigativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova – sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Antimafia e Antiterrorismo della Procura Distrettuale della Repubblica di Genova -, ha fatto luce su due sodalizi criminali organizzati. Erano dediti all’importazione dal Marocco, via Spagna e Francia, di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, hashish e marijuana, destinati a rifornire il mercato nella provincia di Genova e in altre realtà del territorio nazionale, tra cui il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Toscana, la Puglia, il Lazio, e perfino la Sicilia.

Un sistema “collaudato”

L’indagine ha evidenziato un sistema di importazione collaudato nei minimi dettagli, connotato da una pianificazione maniacale degli itinerari da far percorrere ai mezzi-staffetta al fine di evitare che i carichi potessero essere intercettati lungo il tragitto. Gli indagati infatti, oltre a sistemi di comunicazione a circuito interno, dedicati alla singola importazione, e telefoni satellitari, mappavano il percorso chilometro per chilometro, individuando preventivamente possibili deviazioni e percorsi alternativi da prendere in caso della segnalata presenza di posti di controllo delle Forze di Polizia spagnole, francesi e italiane.

Leggi anche:  Gira l'Italia a piedi per parlare di Sclerosi multipla, ricevuto dal sindaco a Chivasso

Il risultato delle indagini

L’indagine, avviata nel novembre del 2016 e conclusasi nel dicembre del 2017, è partita dai contatti prodromici all’acquisto di droga assunti da un acquirente genovese. L’operazione ha quindi permesso di contestare agli indagati importazioni complessive per oltre 5.000 kg di droga e di effettuare sequestri per oltre 1.500 kg di hashish e 200 kg di marijuana. Inoltre ha portato all’arresto nella flagranza di reato 10 persone per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e  deferire in stato di libertà venti persone per i reati ex artt. 73-74 D.P.R. 309/1990. Sono stati complessivamente sequestrati 30.000 euro in contanti e 15 veicoli oltre a 3 società riconducibili agli indagati (operanti rispettivamente nei settori del noleggio auto, ristorazione/somministrazione bevande, produzione mobilio in legno). Il valore complessivo stimati è di circa mezzo milione di euro. Questa mattina, tuttavia, altre perquisizioni hanno permesso di rinvenire altri 123 kg di hashish, una revolver cal. 357 risultato oggetto di furto nel 2008 e una pistola cal.7,65 con matricola abrasa ed ingente quantitativo di munizionamento, oltre a 220.000 euro in contanti e un libretto postale con importo pari a 30.000 euro.

Gli arresti

La droga sequestrata (circa 2 tonnellate) avrebbe fruttato al dettaglio introiti per decine di milioni di euro. Gli arrestati sono stati associati presso le Case Circondariali di Torino, Milano, Asti, Imperia ed Alessandria. Tre di loro hanno ricevuto la notifica dell’ordinanza cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Biella e Torino ove si trovavano già ristretti per arresti operati nella flagranza del reato nel corso dell’odierna indagine. Per un indagato residente nella provincia di Milano è stata disposta la sottoposizione agli arresti domiciliari.