Tratta prostitute migranti ecco cosa di può fare.

Tratta prostitute

Un fenomeno difficile da riconoscere, spesso «sommerso» che non fornisce un quadro reale. La tratta di esseri umani fa capolino tra le storie dei migranti giunti sulle coste italiane. «Poi, purtroppo, i soldi facili fanno gola a molti», precisa Francesca Basile, responsabile nazionale dell’area migrazioni di Croce Rossa Italiana. E’ lei e il suo staff ad aver avviato un progetto di supporto e identificazione delle vittime dei trafficanti. Un lavoro complesso perché parlare di tratta e intervenire per contrastarla è pericoloso.

Il progetto

Il progetto, su scala nazionale, vuole formare gli operatori dell’accoglienza, uniformando tutti i centri in un modello che punti a dare supporto alle vittime. «Finora sono 500 gli operatori che hanno aderito al corso della Croce Rossa Mediterranean Migration Protection and Antitrafficking . L’obiettivo è identificare una persona trafficata sin dal suo arrivo ed essere in grado di offrire una risposta efficace. Spesso l’assenza di informazioni ai migranti costituisce un problema, invece con questo percorso vogliamo che sappiano a chi rivolgersi per raccontare i propri problemi. Saranno poi gli operatori a indirizzarli verso i centri specializzati nel dare assistenza psicologica, e non solo, alle vittime di tratta».

I numeri a disposizione

I dati sul fenomeno restituiscono un quadro parziale del problema. Il 54 percento delle persone vittime di tratta vengono sfruttate sessualmente, per il 28 percento si tratta di minori. Da questi numeri parte il lavoro della Cri. «Abbiamo chiesto direttamente ai migranti la loro percezione della tratta per poter delineare il fenomeno – spiega Basile -. E’ emerso un diffuso bisogno di protezione che ha costituito la strada da perseguire».
Il Fenoglio si inserisce all’interno di questo progetto. Nel centro di via De Francisco l’arrivo delle donne ha spinto a fare i conti con un sistema poco preparato alla loro accoglienza. I posti e le cooperative strutturate per ospitarle sono pochi, ancora più difficile la loro accoglienza se hanno minori al seguito. Tra loro si percepisce un senso di profonda incertezza sul loro futuro in Italia.

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Prostituzione nei pressi del centro Fenoglio

Sul territorio, inoltre, nei mesi scorsi si sono sollevate indiscrezioni su un giro di prostituzione nel parco di fronte al centro. Voci sempre smentite con forza dal Fenoglio, dall’Amministrazione comunale e dalle forze dell’ordine che presidiano l’area circostante alla struttura. «Settimo non ha mai registrato di questi casi – assicura Basile – e il nostro personale ha sempre monitorato attentamente la situazione, pronti a intervenire nel caso».